Il 21 giugno 2023, il capo del Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR) ha informato il Consiglio federale sull’esito dell’indagine concernente il veicolo EAGLE avvistato in Ucraina. Secondo l’indagine, si tratta di un veicolo EAGLE I esportato in Ucraina in violazione di una dichiarazione di non riesportazione da parte dell’ex direttore di una società privata tedesca.
La società svizzera General Dynamics European Land Systems – Mowag GmbH ha esportato 36 veicoli EAGLE I in Danimarca negli anni ’90. Nel 2013, la Danimarca ha esportato 27 di questi veicoli a una società privata tedesca con il consenso della Svizzera. In una dichiarazione di non riesportazione, la società tedesca si era impegnata a non trasferire i 27 veicoli EAGLE I a terzi all’estero senza previo consenso scritto della Svizzera.
Tuttavia, l’ex direttore della società tedesca ha violato la dichiarazione di non riesportazione e ha esportato 11 dei 27 veicoli in Ucraina con l’approvazione delle autorità tedesche preposte al controllo delle esportazioni. Nonostante avesse firmato la dichiarazione di non riesportazione, l’ex direttore non ha chiesto il consenso della SECO per l’esportazione in Ucraina, ritenendo che tale dichiarazione non fosse più pertinente a causa dell’avvenuta demilitarizzazione dei veicoli (rimozione della copertura blindata protettiva e dei finestrini) e della conferma di tale condizione da parte del Ministero federale della difesa tedesco.
Tuttavia, la demilitarizzazione ai sensi della legge tedesca non ha alcuna influenza sull’applicabilità della legge svizzera sul materiale bellico e quindi sulla validità della dichiarazione di non riesportazione rilasciata alla Svizzera, come comunicato dalla SECO all’ex-direttore. Poiché la violazione della suddetta dichiarazione non è stata commessa dalle autorità tedesche, bensì da un cittadino privato, le conseguenze devono interessare esclusivamente quest’ultimo.
In applicazione dell’articolo 22a capoverso 2 lettera d della legge sul materiale bellico, la SECO ha deciso di non più autorizzare esportazioni di materiale bellico a questa persona a causa dell’elevato rischio di riesportazione a un destinatario finale indesiderato. Le dogane svizzere hanno ricevuto l’ordine di sospendere ogni eventuale esportazione all’ex-direttore.




