- Immagine con possibile rappresentazione grafica a fini illustrativi -

Autolesionismo giovanile e social media: quando la competitività diventa una trappola pericolosa

- Pubblicità -

Due fenomeni che preoccupano la Svizzera

La salute mentale degli adolescenti torna al centro del dibattito pubblico in Svizzera, spinta da due episodi distinti che hanno scosso l’opinione pubblica nelle ultime settimane. Il primo riguarda una rete di comunità online note collettivamente come «The Com» (The Community), un ecosistema internazionale all’interno del quale ragazzi — spesso minorenni — si incitano a vicenda a compiere atti autolesionistici, con un meccanismo perverso che premia chi riesce a spingere altri a farsi del male: più grave è il danno inflitto alla vittima, maggiore è il riconoscimento sociale ottenuto all’interno del gruppo. In Svizzera sono attualmente in corso indagini su venti casi, uno dei quali coinvolge un aggressore straniero che ha spinto una vittima svizzera al suicidio.

Il secondo fenomeno è il cosiddetto «choking game», noto anche come «blackout challenge». Si tratta di una pratica in cui i ragazzi ostruiscono volontariamente il flusso di ossigeno al cervello — usando mani, corde o sciarpe — per provocare una momentanea sensazione di euforia. Spesso le riprese vengono condivise sui social. Le conseguenze possono essere devastanti: danni neurologici permanenti o, nei casi più gravi, la morte. A lanciare l’allarme è stata la polizia del canton Svitto, che ha diffuso un comunicato ufficiale per sensibilizzare famiglie e giovani sui rischi reali di questa pratica.

Il Ticino per ora è fuori dal fenomeno, ma la guardia resta alta

Nel cantone Ticino, al momento, né la polizia cantonale né Pro Juventute hanno ricevuto segnalazioni dirette legate a questi comportamenti. Tuttavia, Ilario Lodi, responsabile di Pro Juventute per la Svizzera italiana, invita a non abbassare la guardia: trattandosi di fenomeni globali, niente impedisce che casi analoghi emergano anche alle nostre latitudini in tempi brevi. Un’eventualità che Lodi non esclude affatto.

La radice del problema: una società che chiede troppo

Perché i giovani arrivano a questi estremi? Secondo Lodi, le cause affondano le radici nel modello culturale dominante. La richiesta costante di prestazione e competitività — imposta dalla scuola, dalla famiglia e dal mondo del lavoro — può essere recepita dai ragazzi in modi distortivi e pericolosi. Questi comportamenti rappresenterebbero, in sintesi, l’espressione concreta di una «filosofia di vita» che la società degli adulti ha contribuito a costruire.

Ma la responsabilità non è di un singolo settore. Per Lodi, si tratta di una questione politica e sistemica, che non può essere delegata né alla scuola né ai servizi sociali in modo isolato. Pro Juventute chiede perciò che sia il Governo — sia ticinese sia federale — a farsi carico del problema nella sua interezza, senza suddividerlo per compartimenti stagni.

Il bisogno di appartenenza e riconoscimento

Accanto alla pressione competitiva, un altro fattore determinante è il bisogno di sentirsi parte di un gruppo. Gli adolescenti che si sentono continuamente inadeguati rispetto agli standard imposti dagli adulti cercano spazi alternativi di appartenenza, anche quando questi spazi li espongono a rischi estremi. Le sfide online, per quanto irrazionali e pericolose, rispondono a un’esigenza profonda: essere visti, riconosciuti, accettati.

Questo bisogno si intreccia con una dinamica sociale più ampia che Lodi definisce «voyeurismo collettivo». Se in passato certi comportamenti rimanevano nella sfera privata, oggi i social li proiettano su un palcoscenico pubblico, moltiplicandone la portata e l’attrattività. Il principio cartesiano «penso, dunque sono» è stato, di fatto, sostituito da un nuovo paradigma: «sono presente, dunque sono».

I social media: amplificatori, non strumenti neutri

Le piattaforme digitali non sono semplici strumenti di comunicazione: sono amplificatori potenti che trasformano comportamenti individuali in fenomeni collettivi. Lodi è esplicito su questo punto: credere nella neutralità dei social sarebbe ingenuo e pericoloso.

Per limitarne gli effetti negativi sui minori, Pro Juventute propone un approccio su due livelli:

  • Limitare l’accesso alle piattaforme al di sotto di una certa età;
  • Fornire un’educazione digitale completa, che non si limiti a insegnare come usare i social, ma che prepari i ragazzi a vivere in un mondo in cui questi strumenti esistono e permeano ogni aspetto della vita quotidiana.

La differenza non è sottile: non si tratta di formare utenti più abili, ma persone più consapevoli e resilienti.

Cosa possono fare genitori e ragazzi

In attesa di risposte strutturali a livello istituzionale, è possibile agire anche a livello individuale e familiare. Le indicazioni emerse dalle autorità e dagli esperti sono chiare:

  • Gli adulti dovrebbero mantenere un dialogo aperto e costante con i propri figli, senza tabù;
  • I ragazzi non devono cedere a pressioni per compiere gesti pericolosi e devono segnalare tempestivamente a un adulto di fiducia le situazioni a rischio che osservano tra i coetanei.

Pro Juventute mette a disposizione strumenti concreti di supporto. I giovani possono contattare il numero 147, raggiungibile anche via WhatsApp o e-mail tramite il sito 147.ch. I genitori, invece, possono usufruire di una consulenza telefonica disponibile 24 ore su 24, 365 giorni l’anno, al numero 058/261.61.61, con analoga possibilità di contatto via WhatsApp e mail.

Una crisi che richiede una risposta collettiva

L’autolesionismo giovanile non è un problema da affrontare con interventi spot o campagne di sensibilizzazione isolate. Come sottolinea Lodi, mettere cerotti su ferite profonde non basta. Serve una risposta politica, culturale ed educativa che rimetta al centro il benessere delle nuove generazioni, prima che la società competitiva che abbiamo costruito le travolga del tutto.

- Pubblicità -

- Pubblicità -

- Pubblicità -

CH PRESS LIVE

Le imprese ti attendono

LITTLE INKA a Bellinzona – Sushi e poké, per una proposta culinaria originale nell’ottica della genuinità

Nell'ambito della ristorazione guardare con favore al futuro è determinante per sperimentare nuovi abbinamenti...

ESTETICA MARE DI MAGLIASO: IL SALONE DI BELLEZZA PER TE!

Estetica Mare è un salone di bellezza situato a Magliaso, in Svizzera, che si...

Mercolli – Cucine e arredamento su misura, dalla progettazione alla posa a domicilio

Il settore dell'arredamento si è evoluto in modo repentino: oggi le esigenze emergenti impongono...

- Pubblicità -