Bellinzona si prepara alla grande trasformazione urbanistica attorno al terzo binario
Un voto unanime, qualche distinguo nel merito, ma un orientamento politico chiaro: la Commissione del Piano regolatore, ambiente ed energia del Consiglio comunale di Bellinzona ha espresso parere favorevole alla variante di piano regolatore che ridisegnerà il tessuto urbano attorno alla nuova fermata ferroviaria TiLo prevista in piazza Indipendenza. Il dossier sarà discusso dal plenum lunedì 19 ottobre.
Al centro del progetto c’è il terzo binario ferroviario da 200 milioni di franchi, la cui inaugurazione è attesa entro la fine del 2033. Una volta operativo, garantirà un passaggio di treni ogni 15 minuti tra Bellinzona e Locarno, con una stima di oltre 3.000 utenti al giorno. Un’infrastruttura di questa portata impone inevitabilmente un ripensamento profondo degli spazi circostanti.
Un comparto misto tra residenze, scuole e uffici
La variante pianificatoria definisce la destinazione delle aree che si sviluppano attorno alla nuova stazione. Sono previste 364 unità insediative, suddivise tra 60 residenti e 304 posti di lavoro. Il comparto avrà una vocazione mista, con funzioni:
- scolastiche
- residenziali
- amministrative
- commerciali
Le superfici a monte della fermata saranno destinate in modo prevalente allo sviluppo insediativo, mentre le aree pubbliche lungo la Murata verranno riqualificate per esaltare il pregio storico e monumentale del contesto.
La cinta muraria protagonista della riqualificazione
Uno degli aspetti che ha riscosso maggiore attenzione da parte della Commissione riguarda il rapporto tra la nuova edificazione e la cinta muraria storica di Bellinzona. La variante prevede l’eliminazione dei posteggi in superficie nell’area Cervia, la chiusura dell’attuale varco nella Murata e la creazione di nuovi spazi pubblici di qualità in grado di valorizzare questo patrimonio Unesco.
Al suo posto sorgerà un autosilo da 40 posti, accessibile tramite una rampa da via Cervia che passerà al di sotto della cinta muraria. Un’operazione che, secondo la Commissione, consente di liberare la visuale monumentale mantenendo al contempo la dotazione di parcheggi nel comparto.
Nuovi percorsi pedonali e integrazione con i quartieri
Un tema centrale del rapporto commissionale è la qualità dei collegamenti pedonali. Il progetto punta a ricucire il centro storico con il quartiere Nocca, valorizzando al contempo l’Istituto Santa Maria. Nel comparto San Rocco, cuore della capitale cantonale, sono previste nuove edificazioni che si integreranno con il tessuto esistente.
I commissari hanno insistito sul fatto che la fermata TiLo non debba restare un’isola funzionale, ma diventare un nodo urbano realmente connesso ai quartieri limitrofi. «La proposta non si limita a recepire l’opera ferroviaria: ne considera gli effetti sul tessuto urbano e pone le basi per nuovi percorsi pedonali e spazi pubblici», si legge nel rapporto firmato dal relatore Matteo Mastromarco (PLR).
La questione parcheggi: un deficit che resta aperto
Il dossier non manca di segnalare una criticità rimasta irrisolta. Secondo gli studi sul fabbisogno di sosta per il centro storico, esisterebbe un deficit stimato di 75 posteggi. La sostituzione degli stalli nell’area Cervia con il nuovo autosilo mantiene la dotazione attuale del comparto, ma non risolve il problema su scala più ampia.
La Commissione ha pertanto invitato il Municipio a continuare a monitorare l’accessibilità del centro storico e a valutare misure aggiuntive per colmare questo divario. Una questione che resta aperta e che dovrà trovare risposta nelle fasi successive della pianificazione.
Spesa comunale e tempi di realizzazione
Dal punto di vista finanziario, la quota a carico del Comune di Bellinzona ammonta a 4,45 milioni di franchi. L’avvio del cantiere è previsto dopo il 2032, in coordinamento con i lavori per il terzo binario ferroviario.
Chi ha firmato con riserva e perché
Tutti e nove i consiglieri comunali della Commissione hanno sottoscritto il rapporto favorevole. Tre di loro, tuttavia, lo hanno fatto con riserva: si tratta di Massimiliano Ay e Claudio Tettamanti (Unità di sinistra) e Elisa Chiapuzzi (Verdi-FA). I tre commissari porteranno le proprie osservazioni critiche in aula durante il dibattito del 19 ottobre, pur non essendo contrari all’impianto generale del progetto.
Le raccomandazioni per le fasi successive
La Commissione ha chiuso il proprio lavoro con un appello esplicito rivolto agli uffici tecnici e al Municipio: nelle prossime fasi progettuali dovrà essere mantenuto un coordinamento costante tra la sistemazione degli spazi pubblici, i percorsi di accesso alla fermata, gli interventi edilizi privati e la tutela del patrimonio storico e architettonico.
Un monito che riflette la complessità di un’operazione urbanistica chiamata a bilanciare innovazione infrastrutturale, qualità dello spazio pubblico e rispetto di un patrimonio storico riconosciuto dall’Unesco. La sfida, insomma, è appena cominciata.



