Lugano celebra l’autunno: un’edizione da record
L’autunno ticinese ha trovato ancora una volta la sua vetrina ideale nella Festa d’Autunno di Lugano, giunta all’edizione 2026 con risultati che superano le aspettative. Nel corso del fine settimana dedicato alla manifestazione, la città ha accolto tra le 50.000 e le 60.000 persone, un flusso composito che ha visto protagonisti tanto i residenti della regione quanto turisti provenienti dalla Svizzera interna e dall’estero.
Il dato numerico da solo racconta già molto, ma il vero segnale di maturità di questa manifestazione arriva dal panorama internazionale: la Festa d’Autunno è stata inserita al 25° posto nella classifica dei migliori festival gastronomici autunnali d’Europa, secondo una nota graduatoria internazionale di settore. Un riconoscimento che consolida il posizionamento di Lugano come destinazione di riferimento per il cosiddetto turismo del gusto.
Un pubblico variegato per una manifestazione inclusiva
Uno degli elementi più significativi del successo di questa edizione è la varietà del pubblico coinvolto. Non si è trattato di un evento rivolto a una nicchia di appassionati, bensì di una manifestazione capace di attrarre famiglie, turisti, giovani e appassionati delle tradizioni locali, ognuno alla ricerca di esperienze diverse ma accomunati dal desiderio di vivere il territorio in modo autentico.
La formula vincente dell’evento si basa su un mix collaudato di prodotti gastronomici locali, musica dal vivo, attività culturali e momenti di socialità. Un contenitore ampio, all’interno del quale ogni visitatore può costruire il proprio percorso di scoperta.
I grottini: il cuore conviviale della manifestazione
Tra le iniziative più apprezzate dal pubblico, i grottini hanno confermato il loro ruolo centrale nell’identità della Festa d’Autunno. Gestiti da associazioni del territorio e animati da centinaia di volontari, questi spazi hanno offerto specialità della tradizione ticinese in un’atmosfera autentica e accogliente.
Il contributo del volontariato è stato ancora una volta determinante: senza l’impegno delle numerose persone che hanno dedicato il proprio tempo e le proprie energie all’organizzazione, la manifestazione non avrebbe potuto raggiungere questo livello di qualità e calore umano.
AgriFestival: il mercato del territorio conquista il pubblico
Per il secondo anno consecutivo, AgriFestival — il grande mercato dedicato ai prodotti agroalimentari ticinesi — si è svolto in parallelo alla Festa d’Autunno, riscuotendo un apprezzamento crescente. L’iniziativa ha offerto ai visitatori la possibilità di:
- incontrare direttamente i produttori locali e conoscere le loro storie
- scoprire le eccellenze agroalimentari del Ticino, dalle formaggi ai salumi, passando per miele, olio e vino
- partecipare a tour guidati con degustazioni e momenti didattici
- seguire le attività formative proposte dall’Unione Contadini Ticinesi (UCT) e da FOFT/TIOR
Un format che va oltre la semplice esposizione commerciale per trasformarsi in un’occasione di educazione alimentare e valorizzazione del patrimonio rurale del cantone.
La Corte dei Patrizi: vino, storia e paesaggio
Un’altra proposta che ha raccolto ampi consensi è stata La Corte dei Patrizi, animata dai 15 patriziati luganesi. Il percorso, interamente dedicato alla vite e alla produzione vinicola ticinese, ha proposto momenti di approfondimento che hanno saputo intrecciare storia, paesaggio e cultura enologica locale.
L’iniziativa ha rappresentato un’opportunità preziosa per riscoprire il legame profondo tra la terra ticinese e la tradizione della viticoltura, un patrimonio spesso poco conosciuto anche dai residenti stessi. La partecipazione attiva dei patriziati ha conferito all’iniziativa un carattere genuino, radicato nella comunità.
Le parole del vicesindaco Badaracco
A tirare le somme dell’edizione è stato Roberto Badaracco, vicesindaco di Lugano e responsabile del Dicastero cultura, sport ed eventi, che ha sottolineato come la manifestazione rappresenti molto più di un semplice evento: è uno strumento di valorizzazione del territorio e di rafforzamento dell’identità locale.
Badaracco ha evidenziato con soddisfazione l’atmosfera festosa e sicura che ha caratterizzato l’intero fine settimana, sottolineando come il successo sia stato reso possibile dalla sinergia tra istituzioni, associazioni, produttori, esercenti, patriziati e volontari. Un ecosistema collaborativo che ogni anno si rimette in moto per dare vita a un evento capace di parlare al cuore della comunità e di aprire le porte della città a chi arriva da lontano.
Lugano come destinazione del turismo gastronomico
Il riconoscimento europeo e i numeri di questa edizione proiettano Lugano in una dimensione nuova: quella di polo attrattivo per il turismo enogastronomico di qualità. In un contesto in cui i viaggiatori cercano sempre più esperienze autentiche legate al cibo, alle tradizioni e ai territori, una manifestazione come la Festa d’Autunno rappresenta un asset strategico per l’intera regione.
L’appuntamento è già fissato per l’edizione 2027, con la certezza che il format collaudato e l’entusiasmo dei protagonisti — dai volontari agli organizzatori, dai produttori ai visitatori — garantirà ancora una volta a Lugano un autunno all’insegna del gusto, della cultura e della comunità.



