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Editoriale redatto da giornalisti iscritti al Registro FIG e accreditati presso il Consiglio di Stato del Canton Ticino.

La Segreteria di Stato dell’Economia (SECO) ha optato per non continuare il procedimento legale contro Obligo AG

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La Segreteria di Stato dell’Economia (SECO) ha deciso di non proseguire con il procedimento penale contro i dirigenti di Obligo AG, Paypay AG e Pulsira Limited AG, optando per non portare il caso davanti al Tribunale federale. Il Tribunale cantonale di Svitto ha respinto l’appello presentato dalla SECO il 16 febbraio 2024. Le società coinvolte sono state accusate di utilizzare procedure poco trasparenti per l’acquisto online di intrattenimento per adulti tramite cellulare.

La SECO ha scelto di rispettare la decisione del Tribunale cantonale di Svitto e non presenterà ricorso al Tribunale federale, considerando la lunga durata del procedimento penale e gli argomenti esposti dal Tribunale cantonale. Quest’ultimo ha sostenuto che elementi come l’interfaccia non trasparente sui cellulari e il fatto che venga indicata una società bucalettere durante l’acquisto non costituiscano prove sufficienti per dimostrare un presunto inganno all’utente, in quanto non inclusi nell’atto d’accusa del pubblico ministero.

Nella sua querela, la SECO ha principalmente accusato i responsabili di Obligo AG di richiedere pagamenti attraverso procedure poco chiare per l’acquisto online di servizi d’intrattenimento per adulti tramite cellulare. Tuttavia, il Tribunale distrettuale di Svitto ha stabilito che l’imputato non fosse complice nel reato e che non ci fosse stato alcun inganno all’utente. Secondo il Tribunale, l’indicazione chiara che l’offerta sarebbe diventata a pagamento dopo un periodo di prova gratuito di tre giorni durante il processo di acquisto, è sufficiente dal punto di vista giuridico.

Nonostante la SECO abbia sottolineato in appello che sono stati presentati oltre 60 ricorsi e che il danno potenziale per gli utenti è significativo, il Tribunale cantonale di Svitto ha deciso di non entrare nel merito dell’appello della SECO, poiché non è stata dimostrata la sua legittimazione a ricorrere. Il Tribunale ha inoltre ritenuto che elementi come l’interfaccia meno trasparente sui cellulari rispetto ai computer e le immagini erotiche durante il processo di acquisto non siano determinanti per valutare un presunto inganno all’utente, poiché non menzionati nell’atto d’accusa del pubblico ministero.

Il procedimento penale è in corso da 10 anni, con la SECO che ha presentato la querela contro i responsabili di Paypay AG e Pulsira Limited AG il 6 maggio 2014, successivamente chiedendo sanzioni per i responsabili di Obligo AG.

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