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24 ore su 24 le notizie politiche del Canton Ticino e della Svizzera

Editoriale redatto da giornalisti iscritti al Registro FIG e accreditati presso il Consiglio di Stato del Canton Ticino.

Nessun test e nessun controllo alla frontiera – per contro aziende e popolazione continuano a esser vessate in Svizzera? L’UDC respinge l’incompetente e ingiusta politica di restrizioni del Consiglio federale

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Per falsa “correttezza politica”, il Consiglio federale cela l’elevato numero di persone con un background migratorio ricoverate negli ospedali.

  • L’UDC respinge le estensioni del certificato Covid a livello nazionale
  • Il certificato Covid come ” biglietto d’ingresso” al ristorante punisce una volta di più la gastronomia, altrimenti già pesantemente colpita dalle passate restrizioni
  • L’UDC accoglie con favore la riduzione del debito pubblico prevista dal responsabile delle finanze Ueli Maurer.

Alla fine dell’estate, il certificato Covid non sarà più un tema, ha promesso il Consigliere federale Alain Berset in primavera. Ora il Responsabile della Salute socialista non solo sta infrangendo la sua promessa, ma vuole anche estendere lo spettro d’azione del certificato. L’UDC respinge risolutamente il previsto obbligo vaccinale per i ristoranti:

  • Esistono già concetti di protezione comprovati per la gastronomia, l’industria alberghiera, culturale e del tempo libero.
  • L’obbligo del certificato metterà molte aziende nuovamente in difficoltà economica e ciò costerà di nuovo centinaia di milioni di franchi al Governo federale (cioè ai contribuenti!) .
  • Il certificato Covid non deve portare alla vaccinazione obbligatoria indiretta e a una società a due velocità in Svizzera.

Con le previste estensioni del certificato, il Consiglio federale sta solo sviando dal proprio fallimento. Il numero crescente di contagi è dovuto principalmente ai numerosi viaggiatori infetti in rientro dall’estero. il 40 per cento delle persone attualmente ricoverate è stato infettato al di fuori dei confini nazionali, molti dei quali nei Balcani. È noto da tempo che le unità di terapia intensiva sono occupate in modo sproporzionato da persone con un background migratorio, ma questa informazione è stata nascosta perché non “politicamente corretta”.

Poiché il Consiglio federale non controlla chi entra o rientra dall’estero per falsa “correttezza  politica”,  ora vuole vessare la popolazione e le imprese svizzere con ulteriori restrizioni.  L’UDC dice chiaramente NO.

L’UDC esige test ed eventuali quarantene per chi giunge nel nostro Paese, invece di punire i lavoratori e gli imprenditori in Svizzera.

L’UDC accoglie con favore il piano di Ueli Maurer per ridurre il debito pubblico

25 miliardi di franchi di debito pubblico aggiuntivi! La gestione della pandemia perseguita dalla maggioranza del Consiglio federale sta causando un aumento del debito pubblico senza precedenti. L’UDC sostiene la proposta di riduzione del debito del Consigliere federale Ueli Maurer e afferma che il freno all’indebitamento non deve essere toccato.

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