Il FMI elogia la politica economica svizzera e l’intervento per preservare la stabilità finanziaria

Dopo le consultazioni annuali con le autorità svizzere e il settore privato, il Fondo monetario internazionale (FMI) ha rilasciato i risultati dell’analisi del settore finanziario svizzero. L’economia svizzera ha dimostrato resilienza nonostante un contesto difficile. Tuttavia, per il 2023 si prevede un rallentamento della crescita all’0,8% e un’inflazione ancora superiore al 2%. Il FMI ritiene che le politiche di bilancio, monetaria e finanziaria adottate dalla Svizzera siano state adeguate, considerando i rischi associati alla situazione economica globale e ai mercati finanziari. L’azione decisa delle autorità nella gestione dell’acquisizione di Credit Suisse da parte di UBS è valutata positivamente.

Nel 2023, il bilancio di tutti i livelli statali è stato positivo, nonostante l’assenza della distribuzione degli utili della Banca nazionale svizzera (BNS) e le spese aggiuntive nei settori della migrazione, dell’energia e della sicurezza. Questo risultato e il basso livello del debito forniscono alla Svizzera il margine di manovra necessario per poter eventualmente adottare misure di sostegno mirate in caso di grave recessione. La disciplina nella spesa e il mantenimento delle entrate fiscali sono essenziali per far fronte al maggiore fabbisogno finanziario della Confederazione previsto a medio termine.

Il FMI ritiene che il rafforzamento della politica monetaria sia stato giustificato in un contesto di pressioni inflazionistiche. La BNS dovrebbe basarsi su dati concreti e considerare ulteriori aumenti dei tassi di interesse se la pressione inflazionistica non dovesse diminuire. Interventi di questo tipo potrebbero limitare le previsioni inflazionistiche, anche se l’inflazione dovesse persistere.

La delegazione del FMI attribuisce il collasso di Credit Suisse a carenze nei controlli interni, fallimenti nella gestione del rischio, violazioni ripetute della normativa di vigilanza e perdite economiche, culminando nel deflusso di fondi degli investitori. Le autorità hanno agito con decisione per proteggere la stabilità finanziaria ed evitare ripercussioni sul settore bancario globale. Il FMI incoraggia le autorità svizzere a monitorare attentamente la fusione tra UBS e Credit Suisse, considerando anche le implicazioni sulla concorrenza interna. Le lezioni apprese da questo evento dovrebbero essere utilizzate per migliorare la regolamentazione e la supervisione dei mercati finanziari. La revisione della normativa “too big to fail” per le banche sistemicamente importanti è rilevante anche a livello internazionale. La stabilità finanziaria deve rimanere una priorità assoluta e l’andamento dei prezzi nel mercato immobiliare deve essere monitorato

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