La gestione delle mense scolastiche da parte del Cantone, un’operazione efficiente e vicina al territorio?

Interrogazione 97.23

Nell’anno scolastico 2013/14 è stata avviata la progressiva assunzione del servizio delle mense delle scuole gestite dal Cantone da parte del DECS. Operazione che indicativamente si è conclusa nell’anno scolastico seguente 2014/2015.
In termini di cifre generali (saldo a Consuntivo dell’Ufficio refezione e dei trasporti) dal 2013 ad oggi come possibile rilevare mettendo in paragone tutti i consuntivi a partire dal 2013 (cfr. tabella a seguire) abbiamo assistito ad un aumento del saldo finale del consuntivo (spese/ricavi) di ca. il 42%.

Pur considerando che non tutti i costi alla posizione 414 a consuntivo possano essere riferiti direttamente alla gestione delle mense scolastiche, e non potendo verificare se altri costi legati al servizio trovano declinazione in altre voci di spesa, e considerato che:

  • la voce determinante dei trasporti degli allievi dal consuntivo del 2012 ad oggi è comunque praticamente invariata al ribasso nel tempo (9’703’015 nel 2012 / 9’127’072.88 nel 2021) e quindi non partecipa all’aumento dei costi per la posizione 414 a consuntivo;
  • negli anni abbiamo assistito all’apertura di una sola nuova sede scolastica (SM di Caslano);
  • nei diversi ordini scolastici a cui il servizio fa riferimento abbiamo assistito negli ultimi 7/8 anni ad una stabilità generale dei giovani in scolarizzazione;
    sarebbe auspicabile avere un’analisi puntuale di questa evoluzione dei costi in grado di fornire indicazioni dettagliate, rispondendo in particolare anche alle seguenti questioni:
  1. l’aumento che ci appare importante è reale? E come si giustifica?
  2. Negli esercizi 2019/20/21, la voce personale ausiliario è stata praticamente azzerata, trasformando quasi integralmente il personale in collaboratori funzionari nominati? Quali i benefici concreti di questa scelta che ha inciso pesantemente sui costi?
  1. Nella gestione antecedente, con mandati a società private, i costi di esercizio (luce, acqua, ecc.) come erano gestiti?
  2. Qual è stato il vero esito del processo di cantonalizzazione del servizio?
  3. Quali sono stati in termini assoluti i benefici (risparmi), se ci sono stati, di questa scelta politica?
  4. Corrisponde al vero quanto sembra emergere dall’analisi dei dati disponibili che il servizio di refezione ora gestito dal Cantone costa molto di più di quanto costasse quando era gestito su mandato da aziende private?
  5. Se le nostre osservazioni sono corrette, alla luce della contingente situazione finanziaria del Cantone, non si reputa opportuno valutare la verifica della reintroduzione, quantomeno parziale, di mandati esterni di gestione, che potrebbero nel contempo favorire e sostenere economicamente le numerose aziende private ticinesi che operano da anni nel settore?

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