Una segnalazione notturna, una pattuglia pronta ad intervenire e due fermi in rapida successione: è il bilancio dell’operazione condotta dalla Polizia di Stato di Como nella notte tra giovedì e venerdì, che si è conclusa con l’arresto di due uomini ritenuti responsabili di una serie di furti su veicoli parcheggiati nel centro cittadino.
La segnalazione e l’intervento della Squadra Volante
Erano da poco passati i dodici di sera quando la Centrale Operativa ha ricevuto una chiamata preoccupante: un testimone aveva notato due individui aggirarsi nei pressi di un’auto in sosta in via Zezio, intenti a frugare all’interno dell’abitacolo dopo averne frantumato i finestrini. La descrizione fornita dal segnalante si è rivelata sufficientemente dettagliata da consentire agli agenti della Squadra Volante di localizzare i sospettati in tempi brevissimi.
Alla vista della pattuglia, i due hanno cercato di dileguarsi con passo svelto, un atteggiamento che ha immediatamente insospettito gli operatori. Bloccati dagli agenti, hanno opposto un atteggiamento ostile fin dalle prime battute del controllo, complicando le fasi iniziali delle verifiche.
La perquisizione e il materiale sequestrato
La perquisizione personale ha portato alla luce un arsenale da scassinatori urbani. Tra gli oggetti rinvenuti:
- Un martelletto frangi vetro, lo strumento tipicamente usato per sfondare i finestrini delle automobili
- Diverse carte di credito di dubbia provenienza
- Banconote in euro e, dettaglio significativo, franchi svizzeri
- Vari documenti personali, presumibilmente appartenenti ad altre vittime
La presenza di valuta elvetica tra la refurtiva suggerisce che i due potrebbero aver preso di mira in modo sistematico veicoli appartenenti a frontalieri o a persone di ritorno dalla Svizzera, una zona geograficamente molto vicina a Como e frequentata da chi transita quotidianamente oltre confine.
Altre cinque auto danneggiate nelle vie adiacenti
Dopo il fermo dei due sospettati, gli agenti hanno esteso i controlli alle strade limitrofe. Il sopralluogo in via Ferrari e in via Santo Garovaglio ha confermato i peggiori timori: altri cinque veicoli presentavano i finestrini in frantumi, segno evidente che la coppia aveva agito per un certo periodo prima di essere individuata.
Il quadro complessivo delinea dunque non un episodio isolato, ma una vera e propria battuta di caccia notturna ai danni di automobilisti ignari, con l’obiettivo di raccogliere denaro contante, carte di pagamento e qualsiasi oggetto di valore lasciato incustodito a bordo.
Chi sono i fermati
Condotti in Questura per le procedure di identificazione, i due hanno rivelato profili già noti alle forze dell’ordine. Si tratta di un cittadino marocchino di 30 anni e di un cittadino spagnolo di 23 anni, entrambi privi di una residenza fissa sul territorio. Per quest’ultimo, le verifiche negli archivi hanno fatto emergere precedenti specifici per reati della stessa natura, confermando un modus operandi già collaudato.
Entrambi sono stati formalmente arrestati con le accuse di furto aggravato in concorso e sono stati iscritti nel registro degli indagati anche per il reato di danneggiamento aggravato, in riferimento ai vetri distrutti sulle automobili delle vittime. Al termine delle operazioni in Questura, i due sono stati messi a disposizione dell’Autorità Giudiziaria in attesa del rito direttissimo fissato per la mattina successiva.
Un fenomeno che riguarda anche il confine svizzero
L’episodio riaccende i riflettori su un fenomeno che interessa in modo trasversale il territorio comasco e, per riflesso, anche la fascia di confine con il Canton Ticino. Como è una città di passaggio e di sosta per migliaia di lavoratori frontalieri, turisti e pendolari che ogni giorno attraversano la frontiera italo-svizzera. I parcheggi cittadini, spesso frequentati anche nelle ore notturne, rappresentano un bersaglio ricorrente per chi si dedica a questo tipo di reati.
La rapidità con cui gli agenti hanno risposto alla segnalazione e individuato i responsabili testimonia l’efficacia del sistema di presidio del territorio, ma sottolinea anche quanto sia fondamentale la collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine. In questo caso, è stata proprio la prontezza di un testimone a mettere in moto la macchina investigativa e a impedire che i due potessero continuare indisturbati.
Consigli per proteggere la propria auto
Episodi come questo ricordano alcune precauzioni elementari che ogni automobilista dovrebbe adottare, soprattutto quando lascia il veicolo in aree urbane poco sorvegliate:
- Non lasciare denaro contante o carte di pagamento in vista nell’abitacolo
- Evitare di abbandonare borse, zaini o dispositivi elettronici sul sedile o sul cruscotto
- Preferire parcheggi illuminati e videosorvegliati
- Segnalare immediatamente alle forze dell’ordine qualsiasi comportamento sospetto nei pressi dei veicoli in sosta
La vicenda di via Zezio dimostra che una singola telefonata al momento giusto può fare la differenza tra lasciare agire indisturbati dei malintenzionati e fermarli prima che possano fare ulteriori danni.
Conclusione
L’operazione della Polizia di Stato di Como si chiude con due arresti e un’indagine aperta per i danni a sei automobili. Il ritrovamento di franchi svizzeri tra i beni sottratti aggiunge un dettaglio che porta l’attenzione anche oltre confine, in un’area geografica dove la mobilità transfrontaliera è intensa e quotidiana. Il caso è ora nelle mani della magistratura, che valuterà la posizione dei due fermati già nella prima mattina successiva agli arresti.




