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Operazione internazionale contro gli attacchi agli sportelli automatici: nove arresti tra Paesi Bassi e Svizzera

Nove arresti e perquisizioni: l’operazione internazionale che ha colpito una banda specializzata negli ATM

Una serie di operazioni coordinate ha permesso, tra il dicembre 2025 e l’aprile 2026, di arrestare complessivamente nove persone nei Paesi Bassi, ritenute responsabili di numerosi attacchi con esplosivi ai danni di sportelli automatici in Svizzera e Germania. Lo ha reso noto l’Ufficio federale di polizia svizzero (fedpol) attraverso un comunicato diffuso il 24 aprile 2026.

L’operazione rappresenta il risultato concreto di mesi di indagini congiunte che hanno visto collaborare le forze dell’ordine di quattro Paesi europei, con il supporto determinante di Europol ed Eurojust.

Come si è svolta l’operazione

La sequenza degli arresti si è articolata in più fasi. I primi due fermi erano avvenuti già nel dicembre 2025, direttamente in seguito a un attacco perpetrato contro uno sportello bancario a Gland, nel Cantone di Vaud. I due sospettati erano stati rintracciati e bloccati nei Paesi Bassi.

La fase più intensa dell’operazione si è svolta tra il 14 e il 22 aprile 2026, quando la polizia olandese «Politie Amsterdam West» ha eseguito due distinte giornate di azione coordinata — definite «joint action day» (JAD) — che hanno portato all’arresto di altre sette persone. In parallelo, sono state condotte più di quindici perquisizioni domiciliari, con il sequestro di sostanze esplosive, veicoli e denaro contante.

Sul terreno, accanto alle autorità olandesi, hanno operato la «Polizei Nordrhein-Westfalen» tedesca, la gendarmeria francese tramite l’«Office central de lutte contre la délinquance itinérante», e gli agenti di fedpol.

Una task force internazionale attiva dal 2025

Il successo dell’operazione non è frutto del caso, ma di una struttura investigativa costruita con pazienza. Dal 2025, le forze di polizia di Paesi Bassi, Germania, Francia e Svizzera collaborano nell’ambito di una task force operativa internazionale, affiancata da Europol.

Sul versante giudiziario, le indagini sono state coordinate attraverso un «joint investigation team» (JIT), formato dal Ministero pubblico della Confederazione (MPC), dalla procura di Düsseldorf e dalla procura distrettuale di Amsterdam. Ha contribuito anche la procura francese specializzata di Nancy.

Questo impianto multilaterale ha permesso di condividere prove, coordinare i tempi degli arresti e garantire la solidità delle accuse a livello internazionale.

I gruppi criminali olandesi e la loro presenza in Svizzera

Secondo le indagini, i gruppi criminali di origine olandese sono attivi nel settore degli attacchi agli sportelli automatici da circa quindici anni, con una presenza consolidata in Germania e Austria. Almeno dal 2020, alcune di queste cellule hanno esteso le proprie attività anche alla Svizzera.

Le analisi investigative indicano che oltre la metà degli attacchi con esplosivi agli ATM registrati in Svizzera sarebbero riconducibili proprio a questi gruppi. Un dato che conferma la natura transnazionale e organizzata del fenomeno criminale.

Tra gli episodi specificamente attribuiti agli indagati figurano:

  • 20 maggio 2024 – Attacco a uno sportello automatico ad Alle (Cantone del Giura)
  • 20 maggio 2024 – Attacco a Porrentruy (Cantone del Giura)
  • 21 luglio 2025 – Attacco a Couvet (Cantone di Neuchâtel)
  • 3 dicembre 2025 – Attacco a Gland (Cantone di Vaud)

In totale, i presunti autori sono accusati di aver colpito una decina di sportelli automatici in diversi Cantoni svizzeri. Per tutti gli imputati rimane valida la presunzione di innocenza.

Un fenomeno in crescita dal 2019, ma con segnali di inversione

Il contesto in cui si inserisce questa operazione è quello di un fenomeno criminale che in Svizzera ha registrato una forte escalation a partire dal 2019. La tecnica degli esplosivi ha progressivamente sostituito altri metodi a partire dal 2023, rendendo gli attacchi più violenti e pericolosi per la sicurezza pubblica.

Tuttavia, i dati più recenti mostrano segnali incoraggianti. Nel 2025 gli attacchi agli ATM in Svizzera sono stati 24, la metà rispetto all’anno precedente e il numero più basso dall’inizio del fenomeno. Altrettanto significativo il dato sul tasso di successo degli attacchi: solo il 30% è andato a buon fine, grazie al rafforzamento progressivo delle misure di protezione adottate da banche e gestori di sportelli.

Il ruolo della cooperazione pubblico-privato

fedpol e il Ministero pubblico della Confederazione hanno sottolineato l’importanza non solo della collaborazione internazionale tra forze di polizia, ma anche del dialogo con il settore privato: banche, gestori e produttori di sportelli automatici hanno contribuito in modo rilevante al miglioramento dei sistemi di sicurezza, rendendo più difficile e meno conveniente per i criminali portare a termine i colpi.

Questa sinergia tra autorità pubbliche e operatori privati viene indicata come uno degli elementi chiave per una strategia efficace e duratura di contrasto al fenomeno. Le indagini a livello nazionale restano in capo al MPC, disponibile a fornire ulteriori informazioni alle parti interessate.

Un risultato che rafforza la cooperazione europea

L’operazione del 2026 dimostra che la risposta al crimine organizzato transfrontaliero richiede strutture investigative altrettanto transnazionali. La capacità di coordinare arresti, perquisizioni e sequestri in più Paesi simultaneamente rappresenta un salto di qualità nella lotta contro le bande specializzate nel crimine contro il patrimonio in Europa.

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