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Svizzera pronta a usare i dati dei passeggeri aerei per combattere terrorismo e criminalità grave

La Svizzera adotta lo strumento PNR per la sicurezza interna

Con una decisione assunta il 18 settembre 2026, il Consiglio federale ha stabilito che la nuova legge sui dati dei passeggeri aerei entrerà in vigore il 1° novembre 2026. Si tratta di un passaggio atteso da tempo, che allinea la Confederazione elvetica alle pratiche già consolidate in numerosi altri Paesi europei ed extraeuropei.

Lo strumento in questione è il cosiddetto Passenger Name Record (PNR), un insieme strutturato di informazioni sui passeggeri che le compagnie aeree raccolgono al momento della prenotazione e del check-in. Da anni, autorità di polizia e giudiziarie di molti Stati lo utilizzano per prevenire e contrastare attentati terroristici e reati gravi di carattere transnazionale.

Un percorso legislativo avviato nel 2025

La base giuridica che rende tutto ciò possibile è la Legge sui dati dei passeggeri aerei (LDPA), approvata dalle Camere federali nel marzo 2025. Dopo la scadenza del termine referendario — senza che venisse lanciato alcun referendum — e al termine della procedura di consultazione sull’ordinanza attuativa (ODPA), il governo ha potuto procedere con la fissazione della data di entrata in vigore.

Insieme alla LDPA e all’ODPA, entreranno in vigore contestualmente altre otto ordinanze che hanno dovuto essere aggiornate per coordinare il nuovo quadro normativo con i sistemi informativi già esistenti. Tra questi figurano il sistema di ricerca di polizia RIPOL e la parte nazionale del Sistema d’informazione Schengen (N-SIS), con il relativo ufficio SIRENE.

Nasce l’Unità d’informazione sui passeggeri

Il fulcro operativo del nuovo sistema sarà l’Unità d’informazione sui passeggeri (UIP), che verrà istituita all’interno dell’Ufficio federale di polizia (fedpol). La sua attività concreta prenderà avvio il 1° febbraio 2027, qualche mese dopo l’entrata in vigore della legge, per consentire l’allestimento delle infrastrutture necessarie.

Il processo di sviluppo dell’UIP sarà progressivo e terrà conto di variabili operative come:

  • gli orari di esercizio del traffico aereo da monitorare;
  • il numero di rotte interessate dalla raccolta dei dati;
  • il volume complessivo di informazioni da trattare quotidianamente.

Al momento del lancio, l’unità conterà su un organico iniziale di otto collaboratori, una dimensione volutamente contenuta per garantire una partenza gestibile e sicura del sistema.

Crescita programmata fino al 2030

Le autorità hanno già delineato un piano di espansione pluriennale per l’UIP. Il percorso prevede tre fasi principali:

  • 2027: avvio con operatività ridotta e 8 dipendenti;
  • 2028: ampliamento a 14 posti, finanziati in parti uguali da Confederazione e Cantoni;
  • 2030 e oltre: raggiungimento della piena operatività con un organico di circa 30 unità a tempo pieno.

La suddivisione dei costi tra livello federale e cantonale riflette la natura condivisa delle competenze in materia di sicurezza pubblica in Svizzera, dove le polizie cantonali svolgono un ruolo centrale accanto alle autorità federali.

Come funzionerà il trattamento dei dati

L’ordinanza attuativa (ODPA) disciplina nel dettaglio le modalità tecniche e procedurali con cui i dati dovranno essere trasmessi all’UIP. In particolare, stabilisce:

  • le forme e i tempi di trasmissione dei dati da parte delle compagnie aeree;
  • l’obbligo per fedpol di mantenere un elenco aggiornato degli Stati e delle autorità straniere a cui le imprese di trasporto aereo con sede in Svizzera possono legittimamente comunicare i dati dei passeggeri.

Quest’ultimo punto è particolarmente rilevante sul piano della protezione dei dati personali: il meccanismo di elenco controllato garantisce che le informazioni sensibili dei passeggeri non vengano condivise indiscriminatamente, ma solo con soggetti previamente autorizzati e verificati.

Un passo avanti nella cooperazione per la sicurezza

L’adozione del sistema PNR svizzero si inserisce in un contesto internazionale in cui la condivisione strutturata delle informazioni sui viaggiatori è considerata uno degli strumenti più efficaci per intercettare potenziali minacce prima che si concretizzino. Molti Paesi europei utilizzano sistemi analoghi già da anni, spesso nell’ambito del quadro normativo dell’Unione Europea sulla direttiva PNR del 2016.

Per la Svizzera, che non è membro UE ma partecipa agli accordi Schengen, si tratta di un allineamento significativo alle best practice del continente in materia di sicurezza aerea e prevenzione del crimine transnazionale.

Conclusione: una riforma attesa che rafforza la sicurezza nazionale

L’entrata in vigore della LDPA rappresenta un punto di svolta per le autorità di polizia e giudiziarie svizzere, che fino ad ora erano prive di uno strumento ormai standard in molte altre nazioni. Con l’avvio dell’UIP nel febbraio 2027, la Confederazione potrà finalmente analizzare i flussi di dati aeroportuali in modo sistematico, contribuendo a rendere più efficace la risposta alle minacce di terrorismo e criminalità organizzata che attraversano i confini nazionali.

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