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Svizzera, verso una piattaforma condivisa per i dati di polizia: al via la consultazione federale

Un paradosso tutto svizzero: più facile consultare Europol che il Canton vicino

In Svizzera esiste un’incongruenza difficile da spiegare al grande pubblico: un agente di polizia può accedere direttamente ai dati dell’Unione europea tramite il Sistema d’informazione Schengen, ma non riesce a consultare in tempo reale le banche dati del cantone confinante. Questa situazione, frutto della struttura federalista del Paese, comporta inefficienze concrete: richieste di assistenza amministrativa, tempi dilatati nei casi urgenti e, talvolta, duplicazioni nel trattamento degli stessi casi.

Per porre rimedio a questa lacuna, il Consiglio federale ha aperto il 18 febbraio 2026 una procedura di consultazione su due distinti progetti legislativi. Il primo riguarda la creazione di una base costituzionale, il secondo una revisione parziale della legge federale sui sistemi d’informazione di polizia della Confederazione (LSIP).

Cos’è POLAP e come funziona

POLAP — acronimo tedesco di Polizeiliche Abfrageplattform, ovvero piattaforma di consultazione di polizia — è il sistema informatico sviluppato in collaborazione con i Cantoni e operativo dall’agosto 2024. Si tratta di un punto di accesso unico che permette ai corpi di polizia di interrogare contemporaneamente più banche dati, nel rispetto dei ruoli e delle competenze definite per legge.

Attualmente, POLAP consente già di interrogare diversi sistemi federali, come il sistema di ricerca informatizzato RIPOL, e alcune banche dati europee. Il nodo irrisolto rimane il collegamento con le banche dati cantonali: senza un’adeguata base giuridica, questo passaggio non è stato finora possibile. Ed è esattamente ciò che i due progetti in consultazione intendono sbloccare.

Le mozioni parlamentari che hanno dato il via ai lavori

Il percorso verso una maggiore integrazione dei dati di polizia ha radici parlamentari precise. Due mozioni hanno sollecitato il governo ad agire:

  • La mozione Eichenberger-Walther 18.3592 ha chiesto esplicitamente la creazione di una piattaforma di consultazione nazionale.
  • La mozione 23.4311 della Commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale ha richiesto una base costituzionale che legittimi lo scambio di dati tra Cantoni e tra Cantoni e Confederazione.

Sul fronte cantonale, i lavori procedono in parallelo attraverso l’elaborazione di un concordato intercantone, e il Consiglio federale ha espresso apprezzamento per questo sforzo coordinato.

Perché questa riforma è cruciale contro la criminalità organizzata

La criminalità organizzata non conosce confini cantonali. Traffico di migranti, commercio illecito di armi, spaccio di stupefacenti: si tratta di fenomeni che da decenni operano su scala intercantonale e internazionale. Una piattaforma di consultazione integrata potrebbe cambiare significativamente le carte in tavola per gli investigatori.

Un esempio concreto illustra bene il potenziale di POLAP: durante un controllo stradale, un conducente straniero desta sospetti per il possesso di una cospicua somma di denaro contante e per dichiarazioni contraddittorie rese agli agenti. Senza uno strumento di consultazione unificato, sarebbe impossibile scoprire rapidamente che il suo veicolo è già stato associato a indagini per traffico di droga in quattro cantoni diversi. Con POLAP, questa verifica sarebbe immediata.

Il sistema si rivelerebbe utile anche in ambiti come la pedocriminalità e la violenza domestica, reati che spesso attraversano i confini cantonali. Nel caso di misure di allontanamento disposte in seguito a episodi di violenza in famiglia, POLAP garantirebbe che il provvedimento non perda efficacia non appena il soggetto pericoloso varchi il confine di un altro cantone.

La riforma costituzionale e il percorso legislativo

La modifica più rilevante riguarda la Costituzione federale: per consentire lo scambio di dati tra corpi di polizia di cantoni diversi serve una norma costituzionale che attribuisca alla Confederazione la competenza di regolare questa materia. Trattandosi di una modifica costituzionale, il provvedimento dovrà essere approvato tramite votazione popolare, con il consenso di popolo e cantoni.

La revisione parziale della LSIP, invece, sarà soggetta a referendum facoltativo e prevede anche un aggiornamento dei diritti di accesso di specifiche autorità a determinati sistemi informativi di polizia, adeguandoli alle necessità operative attuali.

Le prossime tappe del percorso

  • 26 maggio 2026: chiusura della procedura di consultazione e inizio dell’analisi dei risultati.
  • Fine 2026: presentazione del messaggio al Consiglio federale.
  • In seguito: votazione popolare sulla base costituzionale e iter parlamentare per la revisione della LSIP.

Un passo verso una polizia più connessa e più efficace

L’iniziativa del Consiglio federale risponde a un’esigenza concreta e condivisa: dotare le forze dell’ordine svizzere di strumenti adeguati ai tempi, colmando un divario che oggi le mette paradossalmente in svantaggio rispetto a sistemi di cooperazione internazionale già funzionanti.

Il progetto POLAP rappresenta un elemento centrale della strategia nazionale per la lotta alla criminalità organizzata. Renderlo pienamente operativo, anche a livello cantonale, non è solo una questione tecnica: è una scelta politica che richiede una base giuridica solida e il consenso democratico dei cittadini svizzeri.

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