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Lugano ospita il Consiglio dei ministri OSCE a dicembre: la Confederazione copre l’80% dei costi di sicurezza

Lugano al centro della diplomazia internazionale nel dicembre 2026

Nella prima settimana di dicembre 2026, la città di Lugano diventerà palcoscenico di uno degli eventi diplomatici più rilevanti dell’anno sul continente europeo. Il 3 e 4 dicembre si terrà infatti il 33° Consiglio dei ministri dell’OSCE, l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, con la partecipazione di decine di ministri degli esteri e rappresentanti di alto livello provenienti da tutto il mondo.

L’appuntamento non è casuale: il 2026 segna l’anno della presidenza svizzera dell’OSCE, e l’incontro luganese ne rappresenta il momento conclusivo e, sul piano politico, il più significativo. Con questa presidenza, la Svizzera ha voluto affermare il proprio impegno storico a favore del dialogo multilaterale, della pace e della stabilità internazionale.

Cos’è l’OSCE e perché la presidenza svizzera è rilevante

L’OSCE è la più grande organizzazione regionale per la sicurezza al mondo, con 57 Stati partecipanti distribuiti tra America del Nord, Europa e Asia centrale. A questi si aggiungono 11 partner per la cooperazione provenienti dall’Asia e dall’area mediterranea. L’organizzazione opera su temi che spaziano dalla prevenzione dei conflitti al controllo degli armamenti, dalla tutela dei diritti umani alla cybersicurezza.

Assumere la presidenza di un organismo così articolato comporta responsabilità concrete. Nel corso del 2026, la Svizzera ha organizzato una serie di conferenze tematiche preparatorie in diverse città:

  • San Gallo: focus sulla lotta all’antisemitismo
  • Ginevra: anticipazione delle tecnologie emergenti
  • Berna: riflessioni sul processo fondativo e lo scopo originario dell’OSCE
  • Zugo: de-escalation nel cyberspazio

L’incontro di Lugano chiuderà idealmente questo ciclo, formalizzando e rafforzando la cooperazione multilaterale tra tutti gli Stati membri e partner.

Il Consiglio federale classifica l’evento come straordinario

Il 12 agosto 2026, il Consiglio federale ha adottato una decisione formale di notevole importanza pratica: la Conferenza ministeriale di Lugano è stata classificata come avvenimento straordinario ai sensi della legge federale sulle misure per la salvaguardia della sicurezza interna. Si tratta di una qualifica giuridica che ha effetti diretti sul piano finanziario e organizzativo.

La motivazione è chiara: la Svizzera ha l’obbligo, secondo il diritto internazionale e la propria legislazione, di garantire la protezione delle personalità che beneficiano di uno statuto speciale. In un evento che riunisce numerosi capi della diplomazia mondiale, questa responsabilità assume proporzioni significative.

La Confederazione si fa carico dell’80% delle spese di sicurezza

A seguito della classificazione dell’evento e della relativa richiesta avanzata dal Canton Ticino, l’Esecutivo federale ha stabilito che la Confederazione coprirà l’80% dei costi sostenuti dal Cantone per le misure di sicurezza legate al mandato federale di protezione. Il restante 20% rimarrà a carico del Cantone stesso.

Questa ripartizione riflette la natura dell’evento: pur svolgendosi sul territorio ticinese, la conferenza ha una valenza nazionale e internazionale che giustifica un intervento diretto dello Stato centrale nelle spese operative.

Un dispositivo di sicurezza intercantonale e federale

Per garantire lo svolgimento sicuro della conferenza, la Polizia cantonale ticinese non opererà da sola. Ha già presentato una richiesta formale per ottenere il supporto di agenti provenienti da altri Cantoni, nell’ambito dei meccanismi di collaborazione intercantonale previsti dall’ordinamento svizzero.

Il coordinamento sarà ampio e coinvolgerà diversi enti federali:

  • Fedpol – Ufficio federale di polizia
  • DDPS – Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport
  • UDSC – Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini
  • SIC – Servizio delle attività informative della Confederazione

Il dispositivo sarà oggetto di monitoraggio e aggiornamento costante, con la possibilità di adeguare le misure in tempo reale sulla base dell’evoluzione della situazione.

Chi sarà presente a Lugano

L’evento prevede la partecipazione di delegazioni di altissimo livello. Oltre ai rappresentanti dei 57 Stati parte dell’OSCE, saranno presenti esponenti di organizzazioni internazionali di primaria importanza: ONU, NATO, Unione Europea e Consiglio d’Europa. L’insieme di questi presenti rende la conferenza uno degli incontri multilaterali più densi dell’anno in ambito europeo.

Per Lugano, e più in generale per il Ticino, si tratta di un appuntamento di assoluto rilievo: la città si conferma sede capace di ospitare eventi di risonanza internazionale, con tutto ciò che questo comporta in termini di visibilità, organizzazione e responsabilità.

Un segnale politico oltre che logistico

Al di là degli aspetti pratici e finanziari, la scelta di concludere la presidenza OSCE con un evento in Ticino ha anche un significato simbolico. La Svizzera ribadisce la propria vocazione alla neutralità attiva e al multilateralismo, scegliendo una città di confine, bilingue nella sua area culturale, affacciata su un contesto europeo complesso ma ricco di relazioni.

Nelle prossime settimane, con l’avvicinarsi dell’evento, è prevedibile che l’attenzione mediatica e diplomatica su Lugano sia destinata a crescere ulteriormente.

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