Una storia di inclusione concreta, nata quasi vent’anni fa in una scuola professionale luganese, ha ricevuto un riconoscimento di rilievo nazionale. Il progetto AIAS – Aiuto in ambito sociosanitario, promosso dal Centro professionale sociosanitario medico-tecnico (CPS-MT) di Lugano, ha conquistato la giuria del Prix de l’innovation INSOS 2026, aggiudicandosi il primo posto nella categoria dedicata all’inclusione e il secondo posto nella graduatoria assoluta.
Un premio assegnato al congresso nazionale di Interlaken
Il riconoscimento è stato consegnato alla fine di agosto durante il congresso nazionale di INSOS, l’associazione che riunisce i fornitori di servizi per persone con disabilità in Svizzera. La cerimonia si è svolta a Interlaken, e la notizia è stata poi ufficializzata dal Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS) del Cantone Ticino.
Il Prix de l’innovation INSOS viene assegnato a progetti che si distinguono per la loro capacità di innovare nel settore sociale, con particolare attenzione alle esperienze che promuovono l’autonomia e l’integrazione delle persone con disabilità nel contesto lavorativo e formativo.
Un percorso triennale che apre le porte al mondo del lavoro
Il progetto AIAS non è una novità assoluta: le sue radici risalgono al 2006, quando prese forma come percorso formativo per aiuto massaggiatore. Da allora si è evoluto in un programma strutturato della durata di tre anni, pensato appositamente per chi vive con una disabilità e desidera costruirsi un futuro professionale nel settore sociosanitario.
La struttura del percorso è articolata in modo graduale:
- Il primo anno è comune a tutti i partecipanti e fornisce le basi del settore;
- Dal secondo anno in poi, ciascuno sceglie un indirizzo specifico tra tre opzioni disponibili: fisioterapia e massaggi, animazione e attivazione, oppure cure.
Questa struttura permette di costruire un profilo professionale personalizzato, calibrato sulle attitudini e sugli interessi di ogni singola persona.
Integrazione nelle classi ordinarie e affiancamento individuale
Uno degli elementi più distintivi di AIAS è la scelta metodologica alla base del progetto: le persone in formazione non seguono classi separate, ma si inseriscono direttamente nelle aule già attive del CPS-MT, accanto agli altri studenti. Questo approccio favorisce un’integrazione reale e non simulata, sia sul piano relazionale che su quello didattico.
Al tempo stesso, ogni partecipante viene seguito in modo individuale da figure di riferimento che garantiscono il supporto necessario lungo tutto il percorso. Non si tratta quindi di un’integrazione lasciata al caso, ma di un accompagnamento strutturato che tiene conto delle specificità di ciascuno.
Lo stage: un ponte verso l’occupazione reale
Parallelamente alle lezioni in aula, per tutta la durata dei tre anni gli allievi svolgono uno stage pratico, solitamente presso una casa per anziani. Questa esperienza non ha un valore puramente formativo: l’obiettivo dichiarato è favorire l’inserimento stabile nell’organico della struttura ospitante al termine della formazione.
In questo senso, il progetto si distingue da molte iniziative simili perché non si ferma alla formazione in aula, ma costruisce un percorso che punta direttamente all’occupazione. La collaborazione con le strutture di accoglienza diventa così una componente strategica del modello.
Numeri contenuti, impatto significativo
Dall’avvio del progetto, sono circa una dozzina le persone con disabilità che hanno beneficiato di questo percorso. Attualmente sono tre gli allievi iscritti, uno per ciascun anno di corso.
A prima vista si tratta di cifre modeste, ma il valore di questa iniziativa non si misura soltanto in termini quantitativi. Come sottolineato nella comunicazione ufficiale, ogni singola persona coinvolta rappresenta un risultato concreto: l’acquisizione di competenze spendibili, un maggiore livello di autonomia personale e, soprattutto, la possibilità di trovare un posto reale nel mercato del lavoro.
In un contesto in cui le persone con disabilità incontrano spesso ostacoli strutturali nell’accesso alla formazione professionale e all’impiego, un progetto come AIAS dimostra che percorsi alternativi e inclusivi sono non solo possibili, ma anche premiabili.
Perché questo riconoscimento è importante per il Ticino
Il Prix de l’innovation INSOS 2026 rappresenta per il CPS-MT di Lugano – e più in generale per il Cantone Ticino – una conferma pubblica che il lavoro svolto in questi anni ha un valore che va oltre i confini regionali. Essere riconosciuti a livello nazionale come esempio virtuoso di inclusione formativa significa anche che il modello sviluppato a Lugano può ispirare realtà simili in altri cantoni svizzeri.
Il DECS ha espresso soddisfazione per il risultato, sottolineando come il progetto AIAS incarni un approccio alla formazione professionale che mette al centro la persona, le sue potenzialità e il suo diritto a partecipare attivamente alla vita economica e sociale.
Un modello da valorizzare e replicare
La storia del progetto AIAS insegna che l’inclusione non è solo un principio astratto: diventa concreta quando si traduce in strutture formative accessibili, in collaborazioni stabili con il mondo del lavoro e in un accompagnamento personalizzato che non abbandona le persone a se stesse.
Il riconoscimento ricevuto a Interlaken è un punto di arrivo, ma anche un punto di partenza. Che il CPS-MT di Lugano continui a portare avanti questo percorso – e magari a espanderlo – è forse la migliore risposta possibile al premio appena ricevuto.




