Un uomo al centro della bufera, tranquillo sul lago di Lugano
Non se n’è andato. Nonostante la stampa centroamericana avesse già scritto della sua fuga da Lugano, Jorge Olán Aparecido è ancora lì, nella sua elegante abitazione con vista lago a Collina d’Oro, nel comune di Montagnola. Entra dal garage, saluta, prende l’ascensore. Una routine silenziosa, quella di un uomo che vuole passare inosservato — ma che, evidentemente, non ci riesce più.
La vicenda era rimasta nell’ombra fino a quando alcune testate messicane non lo hanno localizzato nel Canton Ticino, trasformando quella che sembrava una tranquilla residenza svizzera in un caso con risvolti politici e finanziari di portata internazionale.
Chi è Jorge Olán Aparecido e perché fa discutere
Secondo le ricostruzioni della stampa messicana e di organizzazioni anticorruzione, Olán Aparecido sarebbe un amico d’infanzia dei figli dell’ex presidente Andrés Manuel Lopez Obrador. Durante il mandato del leader di sinistra, la sua figura sarebbe emersa in relazione a una serie di contratti pubblici nel settore sanitario e ferroviario, per un valore di centinaia di milioni di pesos.
Al termine del governo Lopez Obrador, l’imprenditore avrebbe lasciato il Messico per stabilirsi all’estero — in una destinazione che nessuno, fino a poche settimane fa, conosceva con certezza. La risposta era nel Canton Ticino.
Il blitz televisivo e lo scontro a Collina d’Oro
A portare il caso alla ribalta è stata Tv Azteca, seconda emittente televisiva del Messico per audience e di orientamento centro-destra. A fine settembre, un inviato della rete si è presentato a Montagnola con una troupe al seguito, deciso a trovare l’imprenditore.
Le immagini trasmesse nel servizio mostrano diversi momenti della ricerca:
- Riprese esterne dell’abitazione, incluse sequenze girate con un drone che ha filmato l’interno dell’appartamento;
- Un appostamento davanti alla scuola del figlio di Olán Aparecido;
- Un confronto diretto tra l’inviato e l’imprenditore, sfociato in un alterco fisico — definito dalla troupe come una «agresión muy violenta».
L’episodio aveva fatto credere che l’uomo avesse lasciato il Ticino. Così non è stato.
La visita più pacifica del Corriere del Ticino — e poi la polizia
Quando i giornalisti del Corriere del Ticino si sono recati all’abitazione — accessibile senza cancello, contrariamente a quanto sostenuto da chi gestiva l’ingresso — l’imprenditore ha risposto con un sobrio «no comment». Una reazione ben diversa da quella riservata alla troupe messicana.
Tuttavia, l’episodio ha avuto un seguito. L’uomo ha chiamato la Polizia Ceresio Sud, che è intervenuta con tre agenti per un chiarimento in presenza delle forze dell’ordine. Olán Aparecido ha poi affidato la propria versione a uno scambio di email e telefonate, senza mai accettare un’intervista vera e propria.
La sua posizione è netta: «Quello che è uscito sul mio conto è solo un mucchio di calunnie». E ancora: i giornalisti che lo inseguono non sarebbero professionisti dell’informazione, ma «diffamatori» al servizio di forze politiche. Ha aggiunto di aver sporto denuncia penale in Messico, anche se di questo procedimento non risulta traccia pubblica.
138 milioni di franchi su un conto zurighese: il nodo finanziario
Al di là delle polemiche mediatiche, il cuore della vicenda resta di natura economica. Le inchieste giornalistiche messicane parlano di circa tre miliardi di pesos — equivalenti a circa 138 milioni di franchi svizzeri — trasferiti su un conto presso una banca di Zurigo. I fondi sarebbero riconducibili, attraverso una catena di società intermediarie, ad appalti pubblici ottenuti durante l’era Lopez Obrador.
Tra le vicende più gravi richiamate dagli investigatori giornalistici figura il deragliamento di un treno sulla ferrovia Transoceanica — la linea che collega il Golfo del Messico all’Oceano Pacifico — avvenuto l’anno scorso. Una società riconducibile all’imprenditore avrebbe fornito materiali per quella tratta, secondo le accuse, aggirando i protocolli di sicurezza.
Il dibattito politico in Messico e il silenzio svizzero
La questione ha ormai superato la soglia del semplice caso mediatico. Un gruppo di senatori dell’opposizione messicana ha formalmente chiesto l’apertura di un’indagine penale sui trasferimenti di capitali, anche se fino ad oggi non risulta che il procedimento sia stato avviato.
Anche la presidente in carica, Claudia Scheinbaum, è intervenuta pubblicamente sulla vicenda, invitando chiunque fosse in possesso di informazioni penalmente rilevanti a presentarsi davanti alle autorità competenti.
Sul fronte svizzero, il Ministero Pubblico ticinese non ha rilasciato dichiarazioni. Resta aperta anche la questione sulle eventuali violazioni commesse dalla troupe televisiva messicana durante il suo sopralluogo a Collina d’Oro: l’uso del drone per filmare l’interno di un’abitazione privata, ad esempio, potrebbe configurare infrazioni alle normative locali.
Un caso ancora tutto da chiarire
Quello di Jorge Olán Aparecido è, al momento, un intreccio di accuse non provate, silenzi istituzionali e guerra mediatica con radici nella politica messicana. Da un lato, un imprenditore che nega tutto e parla di calunnie orchestrate. Dall’altro, inchieste giornalistiche, movimenti di capitali sospetti e pressioni politiche crescenti.
Nel mezzo, una palazzina sul lago di Lugano — senza cancello, aperta a chiunque voglia avvicinarsi — dove un uomo continua la sua routine quotidiana, forse sperando che la tempesta si plachi. Ma le nubi, per ora, non accennano a diradarsi.



