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Il Piano di Magadino racconta se stesso: nasce una mostra itinerante tra natura, agricoltura e biodiversità

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Una mostra che va incontro al pubblico

Quando manca una sede fissa, si inventa un format diverso. È questa la filosofia che ha spinto la Fondazione Parco del Piano di Magadino a concepire un’esposizione capace di spostarsi da un luogo all’altro del Cantone Ticino, portando con sé storie, dati e suoni di uno dei comprensori più preziosi della regione. La mostra è stata inaugurata ufficialmente presso il Centro Commerciale Coop di Tenero, prima di una serie di tappe previste in diversi punti del territorio.

L’idea di fondo è semplice quanto efficace: anziché aspettare che le persone vengano a cercare informazioni, è l’informazione stessa ad andare dalle persone. Lo ha spiegato chiaramente Giovanni Antognini, direttore della Fondazione, sottolineando come la parola d’ordine dell’intero progetto sia stata «coinvolgere».

Interattiva, ludica e accessibile a tutti

L’esposizione è stata realizzata con il contributo dell’agenzia creativa Variante, il cui direttore Davide Guidotti ha partecipato all’inaugurazione. Il risultato è un allestimento pensato per un pubblico eterogeneo: non solo appassionati di natura o addetti ai lavori, ma famiglie, scolaresche e semplici curiosi.

Tra i suoi elementi distintivi spiccano:

  • Pannelli in legno chiaro arricchiti da illustrazioni, grafici e schede tecniche
  • Postazioni interattive che stimolano tatto e udito
  • Un percorso dedicato agli studenti delle scuole
  • Codici QR per ascoltare i paesaggi sonori dell’ecosistema

«Non volevamo un’esposizione da guardare passivamente, carica di testi da leggere», ha dichiarato Antognini. «Volevamo che le persone potessero scoprire le informazioni attraverso l’interazione e il gioco.» Un approccio che la direttrice del Coop di Tenero, Sheila Brender, ha contribuito a valorizzare sin dalla prima tappa, accogliendo visitatori di ogni età.

Cosa racconta la mostra

I contenuti dell’esposizione coprono un arco tematico ampio, che va dalla storia del territorio all’attualità produttiva, passando per la natura e la cultura locale. Tra i temi principali affrontati:

  • L’evoluzione del Piano di Magadino a partire dal 1864
  • Le aziende agricole e gli agriturismi presenti nell’area
  • I prodotti locali e la filiera orticola ticinese
  • La riserva naturale delle Bolle e la sua importanza ecologica
  • La bioacustica come strumento per monitorare la biodiversità

Particolarmente suggestivo è il pannello dedicato ai suoni del territorio: il gracidare delle rane, il fruscio del vento tra i canneti, il canto degli uccelli e il ronzio degli insetti diventano indicatori della salute dell’ecosistema. Grazie a un codice a matrice, chiunque può ascoltare in tempo reale questi paesaggi sonori direttamente dal proprio smartphone.

Un territorio che sfama il Ticino

Dietro la mostra c’è anche una storia di straordinaria produttività agricola che merita di essere conosciuta. Il Parco del Piano di Magadino si estende su circa 2.350 ettari, abbraccia otto Comuni e rappresenta il cuore verde e produttivo di questa parte del Cantone.

I numeri parlano da soli: il 70% della superficie del parco è destinato all’agricoltura, e da questi campi proviene il 75% del valore della produzione orticola ticinese. Pomodori, zucchine, cetrioli, insalate e melanzane crescono qui grazie al lavoro di circa 150 aziende che, nel corso dei decenni, hanno saputo trasformare un suolo originariamente sterile in una delle terre più fertili della Svizzera italiana.

Questi dati, resi accessibili in forma visiva e narrativa all’interno della mostra, aiutano a comprendere quanto questo angolo di Ticino sia determinante non solo dal punto di vista ambientale, ma anche economico e alimentare.

Parte di un progetto di divulgazione più ampio

La mostra itinerante non nasce in isolamento, ma si inserisce in un percorso più articolato di comunicazione e sensibilizzazione portato avanti dalla Fondazione. Tra le iniziative già attive figurano il cofanetto didattico «Ho un piano!», una serie di tracciati escursionistici e diversi punti di osservazione distribuiti sul territorio del parco.

Dopo la tappa inaugurale di Tenero, l’esposizione si sposterà presso gli uffici della Fondazione a Gudo, con l’obiettivo di raggiungere progressivamente sempre più luoghi del Cantone. L’assenza di una sede espositiva permanente, anziché rappresentare un limite, si è trasformata in un’opportunità creativa: un modello che porta la cultura fuori dai musei e nei luoghi di vita quotidiana delle persone.

Un paesaggio da riscoprire

Il Piano di Magadino è spesso percepito come una zona di transito, una periferia verde ai margini di Locarno. La mostra itinerante vuole ribaltare questa percezione, restituendo a questo territorio la complessità e il valore che merita: un sistema vivente fatto di campi, acque, animali, ma anche di uomini e donne che ogni giorno lo curano e lo abitano.

In un’epoca in cui la connessione con la terra tende a sfaldarsi, iniziative come questa ricordano quanto sia importante conoscere da dove viene il cibo che portiamo in tavola — e quanto sia ricco il patrimonio naturale e culturale che abbiamo a disposizione, spesso senza saperlo.

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