Un albero come dono alla città per ogni bambino nato
C’è un’idea semplice ma carica di significato alla base di un progetto che, a Mendrisio, si ripete ormai quasi ogni anno da quasi un decennio: associare la nascita di un bambino alla messa a dimora di un albero nel territorio comunale. Non si tratta di un gesto puramente simbolico, ma di un contributo concreto al patrimonio verde della città, destinato a crescere insieme alle nuove generazioni.
L’iniziativa si chiama «Alberi della vita – Un albero per ogni bambino» e il 10 ottobre scorso ha rinnovato il suo appuntamento annuale al Centro sportivo dell’Adorna, con la partecipazione delle famiglie protagoniste dell’edizione 2025.
Le origini: una mozione diventata tradizione
Il progetto ha radici precise. Nel 2016 una mozione presentata in Consiglio comunale propose di creare un legame duraturo tra i nuovi nati e il territorio di Mendrisio. L’idea fu accolta positivamente dal Municipio, che nel 2017 avviò ufficialmente l’iniziativa. Da allora, ogni anno, le famiglie con bambini nati nel corso dell’anno vengono invitate a partecipare a una cerimonia di piantumazione.
Il principio fondante è chiaro: ogni nuova vita merita un segno visibile nel tessuto verde della comunità. Un albero che cresce con il bambino a cui è dedicato, in uno spazio pubblico accessibile a tutti.
208 partecipanti in meno di dieci anni
I numeri raccontano meglio di qualsiasi altra cosa la continuità e il successo dell’iniziativa. Dal 2017 al 2025, 208 bambine e bambini hanno preso parte al progetto, portando le loro famiglie a celebrare la vita attraverso un gesto concreto di cura del territorio. Un dato che cresce di anno in anno e che dimostra come l’interesse delle famiglie mendrisiote sia rimasto costante nel tempo.
Alla cerimonia di quest’anno ha preso la parola Gabriele Martinenghi, responsabile del settore Gestione infrastrutture e territorio del Dicastero Ambiente e servizi urbani, seguito dall’intervento di Nora Jardini Croci Torti, a capo del Dicastero, che ha ribadito il valore civico e ambientale dell’iniziativa per l’intera comunità.
Targhe e certificati: un ricordo tangibile per ogni famiglia
Accanto alla piantumazione vera e propria, il progetto prevede un sistema di targhe identificative e certificati consegnati alle famiglie partecipanti. Questo strumento ha una duplice funzione: rendere riconoscibile il legame tra il bambino e il proprio albero, e incoraggiare nel tempo un senso di responsabilità nei confronti del verde urbano condiviso.
L’idea è che i piccoli, crescendo, possano tornare a vedere «il loro» albero, seguirne lo sviluppo e maturare una consapevolezza ambientale radicata nell’esperienza diretta, non nella teoria.
Il Centro sportivo dell’Adorna: un parco che si trasforma
Il luogo scelto per la cerimonia non è casuale. Il Centro sportivo dell’Adorna è diventato nel corso degli anni uno dei principali cantieri verdi del progetto «Alberi della vita», trasformandosi progressivamente in uno spazio più ricco di vegetazione e biodiversità.
Nell’edizione 2025 erano stati piantati tre ciliegi giapponesi della varietà Prunus serrulata ‘Kanzan’, noti per la loro spettacolare fioritura primaverile a fiori doppi di colore rosa. Una scelta che richiamava simbolicamente i temi della rinascita e della bellezza, perfettamente in linea con lo spirito dell’iniziativa.
Anche l’edizione 2026 si inserisce nel percorso di valorizzazione di quest’area, con nuovi interventi di piantumazione pensati per:
- Migliorare la qualità paesaggistica dell’area sportiva
- Creare nuove zone d’ombra a beneficio degli utenti del centro
- Favorire la biodiversità e la connessione ecologica tra le aree verdi
- Integrare gli alberi con le esigenze delle infrastrutture sportive esistenti
Il percorso verde che circonda la struttura è stato realizzato per fasi successive, con un approccio graduale che tiene conto sia della dimensione paesaggistica sia dell’uso quotidiano degli spazi.
Ambiente, comunità e senso civico: tre obiettivi in un solo gesto
Quello che rende «Alberi della vita» un progetto riuscito è la capacità di unire dimensioni diverse in un’unica cerimonia. Da un lato c’è la celebrazione della vita, con un momento partecipato e significativo per le famiglie. Dall’altro c’è un contributo reale e misurabile alla qualità degli spazi urbani di Mendrisio.
Non manca infine la componente educativa: coinvolgere bambini e genitori in un atto concreto di cura dell’ambiente significa seminare, nel tempo, una cultura della sostenibilità che parte dall’esperienza personale. Un albero piantato oggi è anche una lezione di ecologia vissuta, non solo raccontata.
Quasi dieci anni dopo, il progetto continua a mettere radici
A quasi un decennio da quella mozione consiliare del 2016, l’iniziativa di Mendrisio si conferma come un esempio virtuoso di come un’amministrazione locale possa costruire tradizioni capaci di durare. 208 alberi, 208 storie, 208 legami tra bambini e territorio: numeri che continueranno a crescere, anno dopo anno, insieme agli alberi piantati nel parco dell’Adorna.
Una città che investe nel verde per i suoi nuovi cittadini è una città che guarda lontano. E gli alberi, si sa, sono maestri di pazienza e di prospettiva.



