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Bosco Gurin verso il futuro: laghetto in quota, fotovoltaico e nuova partnership pubblico-privata

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Un piano strutturato per salvaguardare la destinazione alpina

La stazione sciistica di Bosco Gurin, unico comprensorio sciistico del Canton Ticino gestito da una società privata, si trova a un crocevia decisivo. Cambiamenti climatici, costi energetici crescenti e la necessità di garantire continuità agli impianti hanno spinto i principali attori della regione a costruire una strategia condivisa di lungo periodo. Il risultato è un programma articolato su più fronti: infrastrutture, produzione energetica e un nuovo modello di governance che coinvolge i Comuni del territorio.

A coordinare gli sforzi è il Gruppo di lavoro Bosco Gurin, operativo dall’inizio del 2024. La sua missione è favorire il dialogo tra soggetti pubblici e privati, definire priorità comuni e accompagnare la destinazione verso assetti più solidi e duraturi.

Chi compone il Gruppo di lavoro

La squadra riunisce figure con competenze e rappresentanze diverse, a testimonianza dell’approccio trasversale adottato:

  • Renzo Ambrosetti – rappresentante del Municipio di Bosco Gurin
  • Andrea Sartori – portavoce dei Comuni della Vallemaggia
  • Veronica Marcacci Rossi – per il Convivio Intercomunale dei sindaci del Locarnese
  • Patrik Arnold – Organizzazione Turistica Lago Maggiore e Valli
  • Giovanni Frapolli – amministratore di Lovana SA, la società proprietaria degli impianti
  • Alain Scherrer – villeggiante a Bosco Gurin
  • Simone Stoira – coordinatore del gruppo

A supporto operativo figura anche Timo Cadlolo, responsabile dell’Antenna Vallemaggia, che garantisce un raccordo con il territorio.

Il nodo dell’innevamento programmato

La stagione invernale rappresenta ancora oggi il pilastro economico della destinazione. Tuttavia, le incertezze legate ai cambiamenti climatici rendono sempre più insicura la disponibilità di neve naturale, soprattutto nella fase iniziale dell’inverno. Per questo, l’investimento sull’innevamento artificiale è diventato una priorità non rinviabile.

Il percorso è stato strutturato in due fasi. La prima ha riguardato il potenziamento e la parziale automatizzazione dell’impianto già esistente. La seconda, ancora in corso, prevede il completamento dell’automatizzazione e soprattutto la realizzazione di un laghetto in quota, elemento considerato imprescindibile per garantire la riserva idrica necessaria al funzionamento ottimale degli innevatori.

Il laghetto in quota: molto più di una riserva d’acqua

Il bacino artificiale in quota non è pensato soltanto come infrastruttura tecnica al servizio degli impianti. Ricoprirebbe infatti un ruolo triplice: assicurare acqua sufficiente per la neve programmata, contribuire alla prevenzione degli incendi boschivi e diventare una nuova attrazione turistica per la destinazione. Quest’ultimo aspetto si inserisce nella più ampia strategia di destagionalizzazione di Bosco Gurin, che intende attrarre visitatori anche al di fuori dei mesi invernali.

La costruzione del laghetto è definita dagli stessi promotori come «un’assoluta priorità» per garantire l’apertura degli impianti nel periodo natalizio, fase storicamente decisiva per i conti della stazione.

Energia pulita dagli impianti fotovoltaici di Rossboda

Parallelamente al tema dell’acqua, è in fase di ultimazione il parco fotovoltaico di Rossboda, con una superficie complessiva di circa 3.800 metri quadrati. L’impianto è progettato per produrre energia destinata principalmente all’autoconsumo: gli impianti di risalita e i cannoni da neve potranno così attingere a una fonte rinnovabile e locale, riducendo sensibilmente la dipendenza dalla rete e abbattendo i costi operativi.

Già dalla prossima stagione invernale il fotovoltaico dovrebbe essere pienamente operativo, contribuendo a rendere la gestione economicamente più sostenibile. Un passo importante anche in chiave ambientale, coerente con i valori di un territorio alpino che punta sulla qualità del paesaggio come leva turistica.

I Comuni protagonisti: verso una governance condivisa

Il cambiamento forse più significativo riguarda la struttura societaria. L’obiettivo dichiarato del Gruppo di lavoro è costruire una partnership pubblico-privata che porti i Comuni valmaggesi a entrare nella compagine di Lovana SA, la società che gestisce gli impianti.

I Comuni della Vallemaggia assicurano già oggi un contributo finanziario annuo, affiancato dal sostegno cantonale per la manutenzione degli impianti. Sono inoltre in corso contatti con i Comuni del Locarnese per valutare un loro coinvolgimento, anche solo attraverso un analogo contributo economico ricorrente. Le prime interlocuzioni hanno registrato apertura e disponibilità.

Per costruire questa nuova architettura societaria, il gruppo sta raccogliendo e analizzando la documentazione economico-finanziaria necessaria. Un lavoro complesso, che richiede tempo, approfondimenti e la costruzione di fiducia reciproca tra soggetti con logiche e responsabilità diverse.

Prospettive di lungo periodo: il collegamento con la Valle Formazza

Guardando oltre l’orizzonte immediato, il documento del Gruppo di lavoro menziona anche un progetto di respiro più ampio: il collegamento su rotaia con la Valle Formazza, già incluso nel Masterplan Vallemaggia e attualmente in fase di pianificazione. Si tratterebbe di un’infrastruttura capace di valorizzare le sinergie tra le due vallate alpine, ampliando il bacino di utenza e rafforzando la competitività dell’intera area.

Si tratta, chiaramente, di una prospettiva di lungo periodo, subordinata al consolidamento della situazione attuale e alla concretizzazione del modello pubblico-privato.

La stagione invernale alle porte

Nel breve termine, la priorità è garantire l’apertura degli impianti per la stagione sciistica ormai imminente. La volontà c’è, le infrastrutture sono in avanzato stato di completamento. Le condizioni meteorologiche, come sempre, avranno l’ultima parola.

Bosco Gurin si presenta all’appuntamento con una strategia più chiara, un gruppo di lavoro attivo e la consapevolezza che solo unendo forze pubbliche e private sarà possibile assicurare un futuro solido a questa piccola ma preziosa stazione di montagna.

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