La proposta di Belgeri: verde obbligatorio e più altezza per gli edifici
Nel cuore di Locarno, il quartiere Rusca — il comparto delimitato dal lungolago Motta e dalle vie Varesi, Ciseri e Ballerini — è al centro di un dibattito urbanistico che oppone un consigliere comunale all’Esecutivo cittadino. Mauro Belgeri, rappresentante del Centro in Consiglio comunale, ha presentato una mozione per modificare il Piano particolareggiato del quartiere, con l’obiettivo dichiarato di proteggere una delle zone più caratteristiche della città dalla pressione speculativa.
La proposta è articolata su due punti principali. Da un lato, si chiede di rendere obbligatorio il mantenimento libero da costruzioni di almeno il 40% della superficie edificabile, destinando almeno la metà di questo spazio ad aree verdi. Dall’altro, come misura compensativa per i proprietari e gli sviluppatori, Belgeri suggerisce di alzare il limite massimo di altezza degli edifici fino a nove piani, consentendo così di recuperare in verticale quanto si cede in orizzontale.
L’intenzione è lodevole: garantire continuità alle caratteristiche ambientali e architettoniche di un quartiere storico, contrastando la tendenza a sfruttare ogni centimetro disponibile di suolo edificabile. Ma il Municipio di Locarno non è d’accordo, né sulla diagnosi né sulla terapia proposta.
Palazzo Marcacci boccia la norma: risultati «per nulla qualificanti»
La risposta dell’Esecutivo locarnese è netta. Secondo il Municipio, introdurre le disposizioni contenute nella mozione produrrebbe esiti tutt’altro che soddisfacenti rispetto agli obiettivi che si vorrebbero raggiungere. In sintesi: l’obbligo normativo di lasciare libera una quota di superficie e di destinarla a verde non sarebbe uno strumento efficace per migliorare realmente la qualità degli spazi urbani nel quartiere.
Il punto critico non è l’obiettivo finale — disporre di più verde e di migliori spazi abitativi — ma il metodo scelto per raggiungerlo. L’Esecutivo ritiene che normare il verde privato all’interno dei lotti edificabili non sia la strada giusta, e che anzi rischierebbe di stravolgere un’impostazione pianificatoria già avviata e coerente.
La strategia alternativa: riqualificare il verde pubblico e le strade
Invece di intervenire sulle superfici private, il Municipio sostiene con forza un approccio diverso: valorizzare lo spazio pubblico, con particolare attenzione alla componente verde inserita nel tessuto stradale e nei nodi di connessione del quartiere.
A sostegno di questa linea, l’Esecutivo cita interventi concreti già avviati o in programma:
- La sistemazione di via Luini, dove è stata ridefinita la funzione del sedime stradale con la messa a dimora di nuovi alberi, cambiando il volto e la percezione di un asse viario centrale.
- Il concorso interdisciplinare di prossima pubblicazione per la progettazione della rinnovata via Balestra, che coinvolgerà professionisti di diverse discipline per ripensare lo spazio urbano in modo integrato.
- La prevista sistemazione di via Ciseri, inserita nel progetto denominato «La nouvelle belle époque», che punta a restituire carattere e qualità ambientale a una delle arterie del quartiere.
Questi interventi non sono iniziative estemporanee, ma fanno parte di una strategia più ampia e strutturata, elaborata nel corso degli ultimi anni attraverso un’analisi pianificatoria ed edilizia dedicata ai quartieri Rusca e Campagna.
Lo studio sui quartieri Rusca e Campagna: un’analisi già avviata
Il Municipio ricorda che negli scorsi anni è stata condotta un’analisi specifica per i due comparti, con l’obiettivo di individuare gli strumenti più adatti a migliorare la qualità abitativa e il rapporto tra spazio costruito e spazio libero. I risultati di questo studio sono stati valutati dall’Esecutivo già circa due anni fa.
Le conclusioni hanno portato a indicazioni differenziate per i due quartieri, in funzione delle loro specificità:
- Per il quartiere Rusca, lo studio ha individuato come priorità gli interventi sullo spazio pubblico dell’isolato di piazza Pedrazzini, sugli spazi residui e sullo spazio pubblico stradale.
- Per il quartiere Campagna, le azioni previste si concentrano invece sugli spazi verdi privati, sulle costruzioni sotterranee, sul reticolo stradale e sullo spazio pubblico in senso più ampio.
Questo impianto strategico, differenziato e calibrato sulle caratteristiche di ciascun comparto, verrebbe secondo il Municipio sostanzialmente compromesso dall’introduzione delle norme proposte da Belgeri. Adottarle significherebbe, nelle parole dell’Esecutivo, stravolgere l’impostazione faticosamente costruita negli anni precedenti.
Un dibattito aperto sul futuro del quartiere
La vicenda mette in luce una tensione ricorrente nella pianificazione urbana delle città ticinesi: come conciliare la tutela del patrimonio ambientale e architettonico con le esigenze di sviluppo, densificazione e sostenibilità economica degli interventi edilizi?
La proposta di Belgeri ha il merito di sollevare il tema con forza e di proporre soluzioni concrete, anche se il Municipio ne contesta l’efficacia pratica. Il nodo centrale è se sia più utile agire attraverso obblighi normativi sui lotti privati oppure puntare su una progettazione di qualità degli spazi collettivi, strade e piazze comprese.
La risposta di Palazzo Marcacci indica chiaramente la seconda via come quella preferita. Resta da vedere se il Consiglio comunale accoglierà questa impostazione oppure se la mozione di Belgeri troverà una maggioranza disposta a sostenere un approccio diverso. Il quartiere Rusca, con la sua storia e la sua centralità nel tessuto urbano di Locarno, aspetta risposte che siano all’altezza della sua importanza.



