Il Consiglio federale apre la consultazione sulla revisione dell’ordinanza sulle armi
Il 24 giugno 2026 il Consiglio federale svizzero ha dato ufficialmente il via alla procedura di consultazione relativa a un progetto di revisione dell’ordinanza sulle armi. L’obiettivo dichiarato è triplice: aggiornare la definizione di imitazioni di armi, rivedere quella di alcune parti essenziali e semplificare talune procedure amministrative. La consultazione resterà aperta fino al 26 ottobre 2026.
Il problema delle imitazioni: troppa incertezza giuridica
Le imitazioni di armi sono oggetti che, per aspetto e forma, possono essere facilmente scambiati con armi da fuoco vere. Proprio per questo motivo, la legislazione svizzera le sottopone già oggi a una serie di vincoli precisi:
- possono essere acquistate solo da persone maggiorenni;
- i commercianti hanno la facoltà di richiedere un estratto del casellario giudiziale al momento della vendita;
- per introdurle nel territorio elvetico è necessaria una specifica autorizzazione.
Il nodo critico risiede però nella definizione attuale: la normativa vigente stabilisce che un’imitazione è da considerarsi tale se, a prima vista, appare simile a un’arma vera. Una formulazione che si è rivelata vaga e generatrice di ambiguità, tanto da esporre i detentori di questi oggetti al rischio di sanzioni anche in assenza di reale pericolosità.
La proposta: uno sguardo da esperto come nuovo criterio
Per risolvere questa situazione di incertezza, il progetto di revisione introduce un parametro più oggettivo e tecnico. D’ora in avanti, un oggetto sarà classificato come imitazione di arma soggetta alla legge solo se uno specialista non riesce a distinguerlo a prima vista da un’arma da fuoco autentica.
Questo slittamento di prospettiva — dal giudizio comune a quello esperto — mira a ridurre in modo significativo il numero di procedimenti penali avviati per casi borderline, alleggerendo al tempo stesso il carico di lavoro delle forze di polizia e della magistratura. Una misura che, nelle intenzioni del legislatore, dovrebbe portare a maggiore certezza del diritto senza abbassare i livelli di sicurezza pubblica.
Piattaforme online estere nel mirino: la mozione Rieder
Il progetto di revisione non si ferma alla sola questione definitoria. In seguito all’approvazione della mozione Rieder 25.3256, dedicata alla disparità di trattamento tra acquirenti e piattaforme commerciali online nel settore delle armi, il governo ha incaricato fedpol di esaminare misure concrete da applicare ai fornitori stranieri.
Tra le ipotesi al vaglio figura l’introduzione di un obbligo di dichiarazione che obblighi le piattaforme estere a segnalare esplicitamente quando un prodotto in vendita rientra nel campo di applicazione della legislazione svizzera sulle armi. Su questo fronte è prevista una collaborazione con la Segreteria di Stato dell’economia, già impegnata nell’attuazione della mozione Würth 25.4776 in materia di trasparenza sui prodotti vietati venduti online.
Tali misure, tuttavia, non entreranno in vigore con la presente revisione dell’ordinanza. Saranno invece incorporate in una futura revisione della legge sulle armi, che includerà anche strumenti per contrastare la violenza domestica.
Parti essenziali delle armi: definizioni da aggiornare
La revisione tocca anche un aspetto più tecnico: la definizione di alcune parti essenziali di armi, in particolare l’impugnatura e la culatta. Questi componenti sono già oggi soggetti agli stessi obblighi di autorizzazione e contrassegno delle armi complete, per garantire un controllo efficace sulla loro fabbricazione e commercializzazione.
La necessità di aggiornamento nasce dalla diffusione crescente dei cosiddetti sistemi d’armi modulari, che hanno reso obsolete alcune delle definizioni esistenti. Adeguare il quadro normativo a queste evoluzioni tecnologiche è considerato indispensabile per mantenere la coerenza del sistema di controllo.
Semplificazioni per le armi da collezione: importazioni professionali più agevoli
Un ulteriore elemento del pacchetto riguarda le armi da collezione. In risposta all’interpellanza Addor 20.3968, il Consiglio federale aveva già anticipato l’intenzione di consentire a fedpol di rilasciare autorizzazioni per l’importazione professionale di determinate armi destinate a essere esposte in fiere o aste.
Si tratta di armi che, pur rientrando nelle categorie vietate, sono già oggi acquistabili, importabili e detenibili in Svizzera a condizione di disporre di un’autorizzazione eccezionale — ad esempio per le autorità o per scopi collezionistici. La novità non cambia le condizioni di acquisto, ma semplifica la procedura amministrativa per l’importazione temporanea a scopo espositivo.
Le autorizzazioni saranno comunque soggette a condizioni rigorose:
- numero massimo di armi importabili;
- durata limitata della permanenza sul territorio svizzero;
- controlli in collaborazione con le autorità cantonali competenti.
Prossimi passi: la consultazione fino ad ottobre 2026
Il periodo di consultazione pubblica si chiuderà il 26 ottobre 2026. Entro quella data, enti, associazioni e cittadini interessati potranno presentare le proprie osservazioni sul testo del progetto di revisione. I documenti esplicativi ufficiali sono disponibili in tedesco e francese, ma non ancora in italiano.
La revisione dell’ordinanza sulle armi rappresenta un passo verso una normativa più chiara e proporzionata, capace di distinguere meglio i casi realmente rilevanti sul piano della sicurezza pubblica da quelli che finora hanno generato oneri burocratici sproporzionati rispetto al rischio effettivo.




