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Tre consiglieri federali svizzeri alla Conferenza di Monaco 2026: sicurezza, diplomazia e cooperazione internazionale

La Svizzera in prima fila a Monaco per parlare di sicurezza europea

Dal 13 al 15 febbraio 2026, tre membri del Consiglio federale svizzero prenderanno parte alla 62ª edizione della Conferenza di Monaco sulla sicurezza. Si tratta di Martin Pfister, Ignazio Cassis e Beat Jans, ognuno con un mandato specifico e un’agenda dedicata. L’appuntamento annuale rappresenta uno dei principali forum mondiali in cui governi, organizzazioni internazionali e istituzioni discutono le grandi sfide della sicurezza globale.

In un momento in cui l’ordine internazionale mostra evidenti segnali di fragilità e le tensioni geopolitiche si moltiplicano, la conferenza bavarese assume un valore particolarmente significativo. Per Berna, è anche l’occasione per ribadire il proprio impegno a favore della pace, dello Stato di diritto e di una cooperazione europea sempre più strutturata.

Pfister debutta a Monaco: difesa e industria al centro

Per Martin Pfister, capo del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS), si tratta della prima partecipazione alla conferenza. Un esordio tutt’altro che simbolico: il consigliere federale intende presentarsi ai suoi omologhi europei come interlocutore credibile e stabilire relazioni bilaterali solide nel settore della difesa.

Le sue posizioni si fondano su due documenti strategici recentemente adottati: la nuova strategia federale in materia di politica di sicurezza e quella dedicata alla politica d’armamento. Tra i temi che affronterà:

  • gli investimenti della Svizzera per garantire la propria capacità difensiva autonoma;
  • la disponibilità a cooperare con partner europei in caso di necessità;
  • l’apertura del mercato europeo della difesa alle imprese elvetiche del settore tecnologico.

Pfister sarà affiancato da Markus Mäder, segretario di Stato per la politica di sicurezza (SEPOS). Nella giornata precedente l’inizio della conferenza principale, anche il direttore dell’Ufficio federale della cibersicurezza Florian Schütz e il rappresentante di armasuisse Thomas Rothacher parteciperanno alla Conferenza di Monaco sulla cibersicurezza, con l’obiettivo di rafforzare la presenza svizzera nel dibattito internazionale su innovazione e difesa digitale.

Cassis guida l’OSCE: il dossier ucraino e la riforma dell’organizzazione

Il ministro degli esteri Ignazio Cassis parteciperà in veste di presidente in carica dell’OSCE, l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa. Un ruolo di peso, in un contesto in cui l’intera architettura di sicurezza continentale è messa a dura prova.

I colloqui previsti per Cassis ruoteranno attorno a tre assi principali:

  • le sfide attuali nell’area OSCE e le prospettive dell’architettura di sicurezza europea;
  • le riforme interne necessarie affinché l’organizzazione possa continuare a operare con efficacia;
  • il potenziale ruolo dell’OSCE in uno scenario di cessate il fuoco o di soluzione politica nel conflitto tra Russia e Ucraina.

Quest’ultimo punto è particolarmente delicato: con la guerra ancora in corso, la questione di come strutturare un eventuale processo di pace rimane aperta e controversa. La presidenza svizzera dell’OSCE conferisce a Cassis una piattaforma di visibilità internazionale di primo piano per affrontare questi temi.

Beat Jans: criminalità organizzata, estremismo e diritti umani

Anche Beat Jans, a capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP), sarà per la prima volta a Monaco. Il suo programma comprende incontri bilaterali con ministri di altri Paesi e responsabili di organizzazioni internazionali di sicurezza, con un focus sulla dimensione interna della sicurezza pubblica.

Uno dei temi centrali sarà la lotta alla criminalità organizzata, ambito in cui la Svizzera ha appena adottato — a dicembre 2025 — la propria prima strategia nazionale coordinata. Un segnale di come anche Berna riconosca la crescente complessità e internazionalità delle reti criminali contemporanee.

Accanto a questo, Jans affronterà anche:

  • le sfide poste dall’estremismo violento e dal terrorismo in un contesto di crescente interconnessione;
  • la cibercriminalità come fenomeno transnazionale sempre più rilevante;
  • il valore dei diritti umani e della democrazia quali fondamenta di una sicurezza duratura.

Il consigliere federale sarà accompagnato da Eva Wildi-Cortés, direttrice dell’Ufficio federale di polizia (fedpol), e da Karin Kayser-Frutschi, presidente della Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia (CDDGP), a testimonianza del raccordo tra livello federale e cantonale su questi temi.

Un impegno corale per riaffermare il ruolo della Svizzera

La presenza contemporanea di tre consiglieri federali a Monaco non è casuale. Riflette la volontà della Svizzera di partecipare attivamente al dibattito europeo sulla sicurezza, senza rinunciare alla propria tradizione di neutralità e mediazione. In un momento in cui l’Europa ridefinisce le proprie priorità strategiche, Berna sceglie il dialogo multilaterale come strumento principale.

Difesa, diplomazia e sicurezza interna: tre dimensioni distinte che, a Monaco, si intrecciano in una strategia comune tesa a consolidare la credibilità internazionale della Confederazione elvetica.

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