Una svolta nella gestione delle informazioni di sicurezza
Il 6 maggio 2026 il Consiglio federale svizzero ha fissato una data storica per la cooperazione in materia di sicurezza e migrazione: il 12 giugno 2026 entrerà in vigore l’Ordinanza sull’interoperabilità tra i sistemi d’informazione Schengen/Dublino (O-IOSD). Una misura che trasformerà concretamente il modo in cui le autorità svizzere — e più in generale quelle dell’area Schengen — accedono ai dati condivisi a livello europeo.
Fino ad oggi, nonostante l’esistenza di diversi archivi digitali europei, ogni sistema doveva essere consultato separatamente. Un’inefficienza che rallentava i controlli e limitava l’efficacia delle operazioni di polizia, gestione delle frontiere e migrazione. Con la nuova ordinanza, tutto questo cambierà.
Il problema attuale: tanti database, nessun collegamento
Le autorità di polizia, quelle preposte al controllo delle frontiere e le amministrazioni competenti in materia migratoria possono già oggi attingere a una serie di importanti sistemi informativi dell’Unione europea. Tra questi figurano:
- il Sistema d’informazione visti (VIS)
- il Sistema di ingressi/uscite (EES)
- il Sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi (ETIAS)
- la banca dati centrale delle impronte digitali per l’asilo (Eurodac)
- il Sistema d’informazione Schengen (SIS)
- alcune banche dati Interpol
Il limite strutturale è che questi archivi non comunicano tra loro. Ogni verifica richiede dunque interrogazioni distinte, con un dispendio di tempo e risorse che può rivelarsi critico proprio nelle situazioni più urgenti.
La soluzione: un’unica ricerca per tutti i sistemi
L’interoperabilità risolve questo problema alla radice. Grazie a una soluzione informatica sviluppata dall’Unione europea, sarà sufficiente effettuare una sola consultazione per accedere contemporaneamente a tutti i database collegati. L’architettura tecnica si articola in quattro componenti principali:
- Portale di ricerca europeo (ESP): il punto d’accesso unico per le interrogazioni
- Archivio comune di dati di identità (CIR): raccoglie e centralizza le informazioni anagrafiche e biometriche
- Servizio comune di confronto biometrico (sBMS): permette il raffronto automatico di dati biometrici tra sistemi diversi
- Rilevatore di identità multiple (MID): individua automaticamente casi di identità doppie o fittizie
Queste componenti non entreranno in funzione tutte insieme: l’attivazione avverrà in modo progressivo, con una messa a regime prevista presumibilmente entro il 2028.
Cosa cambia per le autorità svizzere
L’ordinanza definisce con precisione chi potrà accedere ai sistemi interconnessi e per quali scopi. Le finalità autorizzate comprendono non solo la semplice identificazione di un individuo, ma anche attività più complesse come:
- il rilevamento di identità multiple o false
- la prevenzione, individuazione e investigazione di reati di terrorismo e altri crimini gravi
Vengono inoltre stabilite le regole per la registrazione, la modifica e la cancellazione dei dati nei sistemi Schengen/Dublino da parte delle autorità competenti, garantendo così un quadro giuridico chiaro e uniforme.
Il percorso legislativo: ampio consenso nella consultazione
Prima di arrivare all’adozione definitiva, il progetto di ordinanza è stato sottoposto a una procedura di consultazione pubblica, da cui sono pervenuti 35 pareri. Il quadro emerso è stato largamente favorevole: 23 partecipanti hanno espresso un giudizio positivo, 11 hanno scelto di non pronunciarsi e uno solo ha respinto il testo. L’esito della consultazione non ha comportato modifiche sostanziali al contenuto originario della proposta.
Dal punto di vista normativo, l’interoperabilità rappresenta uno sviluppo dell’acquis di Schengen. Per recepirla nel diritto interno, il Consiglio federale ha adottato l’O-IOSD affiancandola alle necessarie modifiche della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione e della legge federale sui sistemi d’informazione di polizia della Confederazione. Vengono aggiornate anche l’Ordinanza sull’ammissione, il soggiorno e l’attività lucrativa (OASA) e l’Ordinanza VIS (OVIS), sebbene in questi due casi si tratti esclusivamente di adeguamenti di natura tecnica.
Coordinamento con il Patto europeo sulla migrazione
La scelta della data del 12 giugno 2026 non è casuale. L’entrata in vigore dell’O-IOSD è stata allineata deliberatamente a quella delle basi giuridiche del Patto dell’UE sulla migrazione e l’asilo, garantendo così coerenza e sincronizzazione tra i diversi strumenti normativi. Va ricordato che le basi legali che rendono possibile l’applicazione dell’ordinanza erano già state introdotte nel giugno 2025.
Questo coordinamento riflette l’impegno della Svizzera a mantenere un allineamento puntuale con l’evoluzione del quadro normativo europeo, sia sul piano tecnico che su quello giuridico, in vista della progressiva attivazione dei nuovi sistemi da parte dell’Unione europea.
Un passo avanti per la sicurezza comune
L’adozione dell’O-IOSD rappresenta un tassello importante nella strategia di rafforzamento della cooperazione tra i Paesi dello spazio Schengen. L’accesso più rapido e integrato alle informazioni permetterà alle forze dell’ordine e alle autorità di frontiera di operare con maggiore tempestività ed efficacia, contribuendo concretamente alla sicurezza collettiva dell’area europea. Per la Svizzera, che pur non essendo membro dell’UE partecipa attivamente agli accordi di Schengen e Dublino, si tratta di un ulteriore passo nel percorso di integrazione operativa con i partner europei.




