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Svizzera più sicura: dal divieto di Hezbollah ai dati dei passeggeri aerei, ecco il piano del Consiglio federale

Un autunno di riforme: la Svizzera rafforza il proprio arsenale legislativo sulla sicurezza

Nel corso dell’estate e dell’autunno 2026, il Consiglio federale svizzero ha varato un pacchetto articolato di misure volte a potenziare la sicurezza interna ed esterna del Paese. Si tratta di provvedimenti che toccano ambiti molto diversi tra loro: dalla sorveglianza del traffico aereo alla lotta all’estremismo, passando per il contrasto al riciclaggio di denaro e l’aggiornamento dei documenti d’identità. Un segnale chiaro della volontà elvetica di adeguarsi agli standard europei e di rispondere con strumenti moderni alle minacce contemporanee.

I dati dei passeggeri aerei entrano in campo contro il terrorismo

Una delle novità più significative riguarda l’utilizzo dei dati di volo a fini investigativi. Il 18 settembre 2026, l’esecutivo federale ha fissato al 1° novembre 2026 l’entrata in vigore della legge che regolamenta la raccolta e l’impiego delle informazioni sui passeggeri aerei. Concretamente, a partire da febbraio 2027 le autorità svizzere potranno accedere a questi dati nell’ambito delle indagini su terrorismo e criminalità organizzata grave, allineandosi a una prassi già diffusa in numerosi Paesi europei.

Carta d’identità biometrica: una svolta per i cittadini svizzeri

Sempre il 26 agosto 2026, il Consiglio federale ha approvato la revisione dell’ordinanza sui documenti d’identità (ODI), aprendo la strada all’introduzione della carta d’identità biometrica. L’ordinanza aggiornata entrerà in vigore il 1° novembre 2026, e già dal giorno successivo — il 2 novembre — le cittadine e i cittadini svizzeri potranno richiedere volontariamente il nuovo documento. Si tratta di un passo atteso da tempo, che avvicina la Svizzera agli standard già in uso in molti Paesi dell’Unione Europea.

Frontiere più sicure: i nuovi Centri di cooperazione di polizia e doganale

La sicurezza nelle zone di confine è un altro fronte su cui Berna intende investire. Nella stessa sessione del 26 agosto 2026, il governo ha esaminato la possibilità di istituire nuovi Centri di cooperazione di polizia e doganale (CCPD) nelle aree confinanti con Germania, Austria e Liechtenstein. Il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) è stato incaricato di approfondire le possibili modalità di realizzazione, valutando le diverse opzioni disponibili.

SIS e Europol: la Svizzera si integra meglio nella rete europea

Sempre il 26 agosto 2026, il Consiglio federale ha deliberato l’entrata in vigore delle modifiche alla legge federale sui sistemi d’informazione di polizia della Confederazione (LSIP), con i relativi aggiornamenti alle ordinanze N-SIS e RIPOL. Da ottobre 2026, la Svizzera potrà inserire nel sistema d’informazione Schengen (SIS) le segnalazioni informative su cittadini extra-UE raccomandate da Europol, previa valutazione autonoma da parte delle autorità nazionali. Un rafforzamento concreto della cooperazione internazionale nella lotta alle minacce transnazionali.

Una carta condivisa contro la radicalizzazione

Il 21 agosto 2026 è stato un giorno simbolico per la prevenzione dell’estremismo: la Rete integrata Svizzera per la sicurezza (RSS) ha presentato pubblicamente una nuova carta contro la radicalizzazione e l’estremismo, sostenuta da Confederazione, Cantoni e Comuni. Il documento non si limita a sancire un impegno politico comune, ma offre anche indicazioni pratiche per chi, nella quotidianità, può trovarsi a contatto con segnali di deriva estremista:

  • Genitori preoccupati per i comportamenti dei figli
  • Insegnanti che osservano cambiamenti negli studenti
  • Responsabili sportivi e animatori giovanili
  • Operatori sociali e educatori

L’approccio è chiaramente preventivo e multistakeholder, con l’obiettivo di intercettare il rischio prima che si trasformi in minaccia concreta.

Riciclaggio di denaro: le strutture giuridiche estere nel mirino

Il 14 agosto 2026 è stata resa pubblica un’analisi approfondita sui rischi connessi al riciclaggio di denaro, elaborata dal Gruppo di coordinamento interdipartimentale per la lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo (GCRF). Il documento evidenzia come le persone giuridiche estere e le strutture legali complesse rappresentino il segmento a più alto rischio. Il Consiglio federale ne ha preso atto nella seduta del 12 agosto 2026.

Lugano ospita la Conferenza ministeriale OSCE: la Confederazione copre i costi di sicurezza

Il 3 e 4 dicembre 2026, Lugano sarà al centro della scena diplomatica internazionale con la Conferenza ministeriale dell’OSCE, evento che chiuderà l’anno di presidenza svizzera dell’organizzazione. Considerate le dimensioni dell’appuntamento e la presenza di numerosi ministri degli esteri, il Consiglio federale ha classificato l’evento come «avvenimento straordinario», decidendo di contribuire alle spese di sicurezza sostenute dal Canton Ticino.

Hezbollah nel mirino: avviata la consultazione per il divieto

Il 12 giugno 2026, il Consiglio federale ha avviato la procedura di consultazione sull’avamprogetto di legge che mira a vietare Hezbollah in Svizzera. Il provvedimento si aggiunge al divieto di Hamas già in vigore e si estende anche alle organizzazioni satellite, a quelle che operano per conto di Hezbollah con nomi di copertura e ai gruppi che agiscono su suo mandato. Contestualmente, il governo ha adottato un rapporto sulle misure nei confronti delle organizzazioni terroristiche e degli attori che violano il diritto internazionale.

Revisione dell’ordinanza sulle armi: più chiarezza giuridica

Infine, il 24 giugno 2026 è stata aperta la procedura di consultazione sulla revisione dell’ordinanza sulle armi. L’obiettivo principale è aggiornare la definizione di imitazioni di armi, rivedere la classificazione di alcune parti essenziali e semplificare determinate procedure amministrative, con l’intento di aumentare la certezza del diritto e migliorare l’efficienza operativa.

Un quadro in evoluzione

Nel complesso, le misure adottate dal Consiglio federale nel 2026 disegnano una Svizzera che sceglie di non restare spettatrice di fronte alle sfide della sicurezza contemporanea. Ogni provvedimento, preso singolarmente, risponde a un’esigenza specifica; nell’insieme, tuttavia, emergono una direzione chiara e una volontà politica bipartisan di rafforzare gli strumenti a disposizione delle autorità, mantenendo al contempo il rispetto dello stato di diritto e delle libertà individuali.

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