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Ticino: dopo il furto di dati sulle targhe arriva eAutoindex, il nuovo sistema a pagamento per le ricerche

Un attacco informatico, una denuncia penale e una pagina web disattivata per precauzione. Ora il Cantone Ticino risponde con una soluzione strutturale: dal 1° novembre 2024 la consultazione dell’elenco delle targhe avviene esclusivamente attraverso la nuova piattaforma eAutoindex, con ricerche singole a pagamento. La misura, annunciata dalla Sezione della circolazione, segna una svolta nel modo in cui il Cantone gestisce i dati pubblici relativi ai veicoli immatricolati.

Cosa è successo a settembre: l’attacco informatico alle targhe ticinesi

Tutto prende avvio da un episodio avvenuto all’inizio di settembre, quando ignoti hanno sfruttato il vecchio sistema di ricerca online per sottrarre automaticamente e su larga scala informazioni pubbliche sui detentori di veicoli. I dati prelevati comprendevano numero di targa, nome, cognome e indirizzo dei proprietari.

La tecnica utilizzata — nota come scraping — consiste nell’aggirare i meccanismi di limitazione delle richieste per estrarre grandi quantità di informazioni in modo automatizzato. Un fenomeno non isolato: secondo quanto comunicato dal Dipartimento delle istituzioni, episodi analoghi si sono verificati anche in altri Cantoni svizzeri che utilizzavano sistemi simili.

La reazione delle autorità cantonali è stata immediata: denuncia penale al Ministero pubblico e disattivazione preventiva della pagina web cantonale dedicata alla ricerca per targa, rimasta inaccessibile fino al momento dell’introduzione del nuovo sistema.

eAutoindex: la piattaforma che punta su sicurezza e deterrenza economica

Il nuovo strumento adottato dal Cantone non è una soluzione inedita: eAutoindex è già utilizzato da numerosi altri cantoni svizzeri e rispetta pienamente il quadro giuridico federale in materia di accesso ai dati pubblici. La sua adozione da parte del Ticino rappresenta quindi un allineamento a uno standard già consolidato a livello nazionale.

La novità più significativa per gli utenti riguarda i costi delle ricerche: ogni consultazione sarà soggetta a un pagamento. Una scelta che non è solo di natura economica, ma risponde a una precisa logica di sicurezza informatica. Come spiega lo stesso Dipartimento delle istituzioni, il costo per singola ricerca funge da doppia barriera:

  • Tecnica: il sistema è progettato per resistere ai tentativi di estrazione automatizzata massiva di dati.
  • Finanziaria: rendere onerosa ogni singola ricerca scoraggia economicamente chi intende effettuare migliaia di interrogazioni in modo automatico.

Chi ha necessità occasionale di verificare i dati associati a una targa potrà continuare a farlo, ma chi tenta di costruire un archivio parallelo attraverso lo scraping si troverà di fronte a ostacoli concreti difficilmente aggirabili.

La privacy resta protetta: cosa non cambia con il nuovo sistema

Nonostante il cambio di piattaforma, le garanzie in materia di protezione dei dati personali rimangono invariate. I detentori di veicoli che hanno formalmente richiesto alla Sezione della circolazione di mantenere riservate le proprie informazioni non saranno visibili nemmeno attraverso eAutoindex. Una continuità importante, che rassicura chi aveva già fatto questa scelta.

Il Cantone precisa inoltre che questi dati protetti non erano stati interessati neppure dalla sottrazione avvenuta a settembre: il furto aveva riguardato esclusivamente le informazioni rese pubblicamente accessibili dal sistema precedente, non quelle soggette a tutela rafforzata su richiesta dell’intestatario.

Attenzione alle truffe: i consigli del Dipartimento ai cittadini

In un contesto in cui dati personali come nome, cognome, indirizzo e numero di targa possono essere stati acquisiti da soggetti malintenzionati, il rischio di comunicazioni fraudolente è concreto. Il Dipartimento delle istituzioni ha colto l’occasione per rinnovare alcuni avvertimenti pratici ai cittadini ticinesi.

In particolare, si raccomanda di diffidare di qualsiasi comunicazione inattesa — lettera cartacea, e-mail o SMS — che richieda pagamenti urgenti o informazioni personali e finanziarie, soprattutto se il messaggio fa riferimento a:

  • Presunte multe non pagate
  • Tasse di circolazione in scadenza
  • Controlli tecnici del veicolo
  • Pedaggi esteri da saldare

La regola d’oro in questi casi è non utilizzare mai i recapiti — numeri di telefono, indirizzi e-mail o link — contenuti nel messaggio sospetto. Se si nutrono dubbi sull’autenticità di una comunicazione, è preferibile contattare direttamente l’autorità competente attraverso i canali ufficiali, verificabili sui siti istituzionali.

Un cambio di paradigma nella gestione dei dati pubblici

La vicenda delle targhe ticinesi solleva interrogativi più ampi sulla gestione dei dati pubblici nell’era digitale. Rendere un’informazione accessibile per legge non significa necessariamente renderla estraibile in massa senza vincoli: la distinzione tra consultazione legittima e raccolta automatizzata su larga scala è ormai al centro del dibattito sulla sicurezza informatica anche a livello istituzionale.

L’adozione di eAutoindex da parte del Ticino sembra rispondere proprio a questa esigenza: garantire la trasparenza prevista dalla normativa, senza però lasciare aperti canali che possano essere sfruttati per costruire banche dati non autorizzate a danno dei cittadini.

Il passaggio al nuovo sistema è fissato per il 1° novembre 2024. Da quella data, chiunque voglia consultare le informazioni associate a una targa dovrà accedere alla piattaforma eAutoindex e sostenere il relativo costo per singola ricerca.

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