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Targa cercabile online? Dal novembre 2026 in Ticino costa un franco e cambia tutto con eAutoindex

Fine di un’era: addio alla ricerca gratuita delle targhe in Ticino

Per anni è bastato digitare «targhe Ticino» su un qualsiasi motore di ricerca per accedere, in pochi secondi, ai dati del proprietario di un veicolo: nome, cognome e indirizzo. Un sistema previsto dalla normativa federale, ma finito nel mirino dopo che, a inizio settembre 2025, diversi Cantoni svizzeri – Ticino compreso – hanno subìto una sottrazione automatizzata di dati pubblici relativi ai detentori di veicoli.

La risposta del Dipartimento delle istituzioni (DI) è stata immediata: la pagina «Elenco targhe Cantone Ticino» è stata disattivata il 3 settembre. Ora arriva il passo successivo: dal 1° novembre 2026, il Ticino entrerà a far parte della piattaforma intercantonale eAutoindex, rendendo a pagamento ogni singola ricerca.

Il quadro legale: perché i dati delle targhe erano pubblici

La possibilità di consultare i dati associati a una targa non era un’anomalia, ma una scelta esplicitamente consentita dalla legge. L’articolo 89g della Legge federale sulla circolazione stradale (LCStr) autorizza i Cantoni a rendere accessibili al pubblico le informazioni sui detentori di veicoli. In Ticino, le condizioni d’uso limitavano formalmente la consultazione a scopi legati alla circolazione stradale e non commerciali: per esempio, rintracciare il proprietario di un’auto dopo un urto in un parcheggio o in seguito a un sinistro.

Nella pratica, però, molte interrogazioni avvenivano per semplice curiosità. Una realtà che il nuovo sistema punta deliberatamente a scoraggiare.

Chi aveva già protetto i propri dati era al sicuro

Tra i circa 248.000 proprietari di veicoli con targa TI (dato aggiornato a giugno 2026), ben 66.619 avevano già richiesto l’oscuramento dei propri dati prima dell’incidente di settembre. Si tratta di un diritto esercitabile compilando un modulo disponibile online, senza obbligo di motivare la richiesta.

Gianbattista Pron, aggiunto Capo della Sezione della circolazione, ha confermato che i dati di chi aveva già optato per l’anonimato non sono stati coinvolti nella fuga di informazioni. Dopo la notizia dell’incidente, le richieste di protezione sono schizzate: oltre 100 al giorno nella fase acuta, per poi stabilizzarsi intorno alle 30 richieste giornaliere, in linea con la media ordinaria.

Come funziona eAutoindex e cosa cambia in concreto

eAutoindex è una piattaforma comune già adottata da 15 Cantoni svizzeri; il Ticino sarà il sedicesimo ad aderirvi ufficialmente. Il sistema è gestito dall’ASA, l’Associazione dei servizi della circolazione, ed è attualmente disponibile in tedesco e francese. Con l’ingresso del Ticino, verrà aggiunta anche la versione in lingua italiana.

Le principali novità per l’utente finale possono essere riassunte così:

  • Ogni ricerca di una targa costerà 1 franco, pagato al momento della consultazione.
  • Il ricavo viene incassato dall’ASA, che provvede poi a redistribuire ai singoli Cantoni la quota spettante, al netto delle spese di gestione e sviluppo tecnologico.
  • Le tutele per la privacy già esistenti – incluso il diritto all’oscuramento – restano invariate e vengono garantite anche nel nuovo sistema.

Un franco come «filtro»: meno curiosità, più responsabilità

L’introduzione del costo non è pensata principalmente come fonte di entrate, bensì come uno strumento di deterrenza. Come spiega lo stesso Pron, il pagamento di un franco per ogni interrogazione creerà una barriera tecnica e finanziaria sufficiente a scoraggiare chi accedeva al servizio per curiosità, senza una reale necessità legata alla circolazione stradale.

Chi ha un motivo legittimo – il classico esempio del danno a un’auto parcheggiata – difficilmente si fermerà davanti a un franco. Chi invece voleva semplicemente «controllare» un veicolo per soddisfazione personale ci penserà due volte. Un meccanismo semplice, ma potenzialmente efficace.

Attenzione alle truffe: come riconoscere le comunicazioni ufficiali

La fuga di dati di settembre ha aperto una finestra di rischio concreta: i dati sottratti possono essere utilizzati per tentativi di truffa via lettera, e-mail o SMS. Il Dipartimento delle istituzioni ha già invitato i cittadini a diffidare di comunicazioni inattese che richiedono pagamenti urgenti o l’invio di dati personali, anche quando fanno riferimento a presunte multe, tasse di circolazione o pedaggi esteri.

Un caso pratico: la società NIVI Credit, incaricata del recupero dei pedaggi della Pedemontana Lombarda, invia regolarmente lettere ai debitori. Come distinguere una comunicazione autentica da una truffa? Il consiglio delle autorità è chiaro:

  • Non cliccare mai sui link contenuti in messaggi sospetti.
  • Non usare numeri di telefono o coordinate bancarie forniti nella comunicazione ricevuta.
  • In caso di dubbio, cercare autonomamente il sito ufficiale dell’ente mittente tramite un motore di ricerca e verificare la propria posizione attraverso i canali ufficiali.

Una transizione attesa, tra privacy e digitalizzazione

Il passaggio a eAutoindex rappresenta per il Ticino l’occasione di allinearsi a uno standard intercantonale consolidato, migliorando al tempo stesso la protezione dei dati personali. La gratuità del vecchio sistema era comoda, ma si era rivelata vulnerabile agli abusi automatizzati. Con un franco a ricerca e una piattaforma condivisa, il nuovo modello punta a bilanciare accessibilità e sicurezza, offrendo un servizio legittimo a chi ne ha realmente bisogno, senza lasciare spazio alle interrogazioni massive e indiscriminate.

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