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Centri federali d’asilo in Ticino: i lavoratori di AOZ chiedono garanzie occupazionali prima del passaggio a ORS

Un cambio di gestore che preoccupa il Mendrisiotto

A Balerna si è tenuta un’assemblea del personale di AOZ Ticino, convocata dal sindacato VPOD in risposta a una decisione della Segreteria di Stato della Migrazione (SEM): a partire dal 1° gennaio 2027, la gestione dei centri federali d’asilo passerà dall’attuale operatore AOZ alla società ORS. Una scelta che ha generato forte apprensione tra i lavoratori impiegati nel settore, sia per le ricadute occupazionali sia per il rischio di un deterioramento delle condizioni contrattuali.

Quanti posti di lavoro sono a rischio

AOZ impiega in Ticino circa 120 persone, operatori con anni di esperienza nell’accoglienza e nell’assistenza ai richiedenti asilo. Con il subentro di ORS, si paventano già possibili cessazioni di rapporti di lavoro. La situazione diventa ancora più critica se si considera l’incertezza legata al centro federale d’asilo di Chiasso: qualora la struttura non dovesse riaprire, potrebbero essere coinvolti fino a 40 dipendenti.

Il quadro si inserisce in un territorio che sta già affrontando difficoltà occupazionali di diversa natura, tra cui il ridimensionamento di FFS Cargo nell’area tra Mendrisio e Chiasso. Per questo motivo, la questione viene percepita non solo come una vertenza sindacale, ma come una priorità istituzionale per l’intera regione.

Il nodo del Contratto collettivo di lavoro

Tra le preoccupazioni più sentite vi è quella legata al Contratto collettivo di lavoro (CCL). AOZ applica un CCL allineato alle condizioni d’impiego della Città di Zurigo, considerato un punto di riferimento solido per i dipendenti. ORS, al contrario, non ha sottoscritto alcun contratto collettivo equivalente.

Questo significa che, in assenza di interventi correttivi, il passaggio di consegne potrebbe tradursi non solo in perdita di impiego, ma anche in un peggioramento delle condizioni salariali e lavorative per chi dovesse essere reimpiegato dalla nuova gestione. Un regresso che l’assemblea ha definito inaccettabile.

Le rivendicazioni del personale AOZ Ticino

L’assemblea del personale ha adottato un documento con richieste precise, indirizzate al Consiglio federale, alla SEM, ad AOZ e a ORS. Di seguito i punti principali:

  • Mantenimento di tutti i posti di lavoro, tramite il trasferimento dei contratti da AOZ a ORS o, in alternativa, attraverso ricollocamenti adeguati nella regione, con esclusione di demansionamenti e garanzia di mansioni equivalenti.
  • Piano sociale concertato con le parti sociali, da attivare solo se il trasferimento o il ricollocamento non fossero praticabili per tutti i lavoratori.
  • Stipula di un CCL con ORS che garantisca condizioni salariali e di lavoro almeno equivalenti a quelle attuali, con piena libertà sindacale.
  • Responsabilità sociale della SEM in qualità di committente, affinché il passaggio avvenga nel pieno rispetto dei diritti dei lavoratori, anche attraverso la riapertura del centro di Chiasso.
  • Criteri sociali vincolanti nei futuri bandi della SEM, includendo obblighi espliciti in materia di continuità occupazionale, rispetto dei CCL e tutela dei livelli salariali.
  • Impegno del Consiglio di Stato ticinese e della delegazione parlamentare alle Camere federali per sostenere le ragioni dei lavoratori sia a livello cantonale sia federale.
  • Mandato al sindacato VPOD, in collaborazione con OCST e Commissione del personale, per valutare ulteriori forme di pressione e mobilitazione.

Una critica al sistema di aggiudicazione

L’assemblea ha contestato con fermezza le modalità con cui la SEM ha gestito la procedura di aggiudicazione. In particolare, si critica il fatto che occupazione, CCL e condizioni di lavoro non siano stati considerati criteri fondamentali nella scelta del nuovo gestore. Un settore delicato come quello dell’asilo e della migrazione, si sottolinea, non può prescindere dalle conseguenze sociali delle proprie decisioni.

Un altro punto controverso riguarda il mancato riconoscimento del trasferimento d’impresa: senza questa qualificazione giuridica, i lavoratori di AOZ non avrebbero alcun diritto automatico al passaggio alle dipendenze di ORS, né garanzie di ricollocamento nella stessa area geografica.

Il ruolo del sindacato e le prossime mosse

L’assemblea ha confermato il ruolo centrale del VPOD come referente nazionale della vertenza, affiancato dall’OCST e dalla Commissione del personale a livello cantonale. La direzione è chiara: difendere ogni singolo posto di lavoro e impedire che una commessa federale si traduca in un impoverimento delle tutele per chi opera ogni giorno nell’accoglienza dei richiedenti asilo.

La questione è ora nelle mani delle istituzioni. L’assemblea ha chiesto risposte rapide e concrete, avvertendo che, in assenza di garanzie, il movimento sindacale si riserva di valutare ulteriori forme di mobilitazione. Il tempo stringe: il 2027 si avvicina e ogni settimana senza risposte rappresenta un’ulteriore fonte di incertezza per decine di famiglie ticinesi.

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