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AIL SA e i compensi del CdA: MPS Lugano chiede trasparenza al Municipio su una società al 100% pubblica

Il caso AIL SA: quando il pubblico gestisce come il privato

Una società che appartiene al 100% alla Città di Lugano, che serve oltre 114’000 clienti e che negli ultimi anni ha visto crescere in parallelo sia le tariffe energetiche sia i propri utili. È AIL SA, l’azienda di distribuzione dell’energia elettrica luganese, finita al centro di un acceso dibattito dopo la pubblicazione dei compensi riconosciuti ai membri del suo Consiglio di amministrazione nel primo semestre 2026.

A sollevare formalmente la questione è la sezione MPS di Lugano, che ha indirizzato una lettera aperta al Municipio ponendo una serie di domande di interesse collettivo. La pubblicazione di questa lettera riapre un tema delicato: fino a che punto un’azienda a capitale interamente pubblico può e deve comportarsi come una società privata qualsiasi?

Le cifre al centro della polemica

Secondo i dati resi pubblici, nel primo semestre 2026 il presidente del CdA di AIL SA ha percepito una remunerazione lorda compresa tra gli 80’000 e i 90’000 franchi. Gli altri consiglieri di amministrazione hanno ricevuto compensi variabili, a seconda delle funzioni e delle commissioni di appartenenza, che si collocano in un range tra circa 20’000 e 80’000 franchi nello stesso semestre.

Questi numeri vanno letti in un contesto preciso. Dal 2022 in poi, le tariffe energetiche applicate da AIL SA non sono mai rientrate ai livelli precedenti alla crisi speculativa internazionale: oggi risultano superiori del 20% rispetto ai valori del 2022. E per il 2027 è già previsto un ulteriore aumento del 3,10%, che rende AIL l’unica tra le principali aziende distributrici cantonali ad aver comunicato un rincaro per l’anno prossimo.

Sul fronte degli utili, il quadro è altrettanto eloquente. Nel periodo 2013-2022 la media annua era di 9,3 milioni di franchi. Tra il 2023 e il 2025, quella media è salita a 14,8 milioni di franchi. Una crescita significativa che, secondo MPS, sembra riflettere una strategia aziendale orientata alla massimizzazione della redditività, con i costi scaricati sulle spalle degli utenti.

Proprietà pubblica, obblighi di trasparenza

Il nodo centrale della lettera non riguarda le competenze individuali dei consiglieri, ma i criteri che devono guidare la politica retributiva di un’azienda interamente controllata dall’ente pubblico. AIL SA è formalmente una società anonima di diritto privato, ma il suo capitale è detenuto al 100% dalla Città di Lugano, che ne è l’azionista unico riconosciuto.

La natura giuridica privata, sostiene MPS, non può essere un alibi per sottrarre la governance al controllo democratico. Il richiamo è anche normativo: l’articolo 34bis della Costituzione cantonale ticinese impone che la gestione finanziaria pubblica rispetti i principi di legalità, parsimonia ed economicità. Principi che, seppur non automaticamente applicabili a una SA, costituiscono un riferimento etico e politico ineludibile quando il proprietario è uno Stato.

Anche lo stesso Municipio di Lugano, nel presentare nel 2023 il progetto di regolamento sulle entità partecipate, aveva indicato tra gli obiettivi un’«impostazione trasparente delle retribuzioni» e adeguati strumenti di reporting e controlling. Una promessa la cui attuazione concreta sembra ancora in sospeso.

Le domande al Municipio: dodici quesiti senza risposta

La lettera aperta di MPS si articola in una serie di quesiti precisi, che vanno ben oltre la semplice curiosità sui numeri. Tra i punti sollevati:

  • Qual è la posizione del Municipio, come azionista unico, rispetto ai compensi riconosciuti al CdA?
  • Quali criteri sono stati adottati per definire gli emolumenti, e si tiene conto della natura pubblica dell’azionista?
  • Gli attuali livelli retributivi sono compatibili con i principi di parsimonia ed economicità?
  • Sono stati effettuati confronti con le remunerazioni dei CdA di altre aziende svizzere a capitale pubblico di dimensioni comparabili?
  • Il Municipio conosce il costo complessivo annuo della governance di AIL SA, inclusi emolumenti fissi, compensi variabili, fringe benefit e altri benefici?
  • Il livello attuale di trasparenza è ritenuto sufficiente, o si intende richiedere una pubblicazione annuale dettagliata dei compensi individuali?
  • Qual è lo stato di avanzamento del regolamento sulle entità partecipate, e cosa prevede per AIL SA?
  • Il Municipio intende promuovere una revisione dei criteri retributivi alla luce della natura pubblica dell’azienda e del principio di sobrietà?

Governance pubblica e fiducia dei cittadini

Dietro le domande tecniche si cela una questione più profonda. In un momento in cui molte famiglie luganese – e dei comuni limitrofi serviti da AIL – continuano a pagare bollette energetiche più care rispetto a qualche anno fa, la notizia di compensi semestrali a sei cifre per i vertici dell’azienda rischia di erodere la fiducia della cittadinanza nelle istituzioni pubbliche.

Lo stesso Codice di condotta di AIL SA richiama esplicitamente i principi di trasparenza, buona fede e lealtà, principi che si applicano formalmente anche ai componenti del CdA. Ma enunciare valori e tradurli in pratiche concrete sono operazioni ben diverse.

MPS chiede dunque che il Municipio eserciti davvero il proprio ruolo di azionista responsabile: non sostituendosi agli organi societari nelle loro prerogative di diritto privato, ma definendo indirizzi chiari, richiedendo informazioni complete e garantendo ai cittadini una rendicontazione all’altezza di un’azienda che, in ultima analisi, appartiene a loro.

Una questione di principio, non solo di numeri

Al di là dei singoli importi, il caso AIL SA pone un quesito di sistema che riguarda tutte le società partecipate dalla Città di Lugano: la forma giuridica privatistica può prevalere sulla sostanza pubblica della proprietà? La risposta che darà il Municipio a questa lettera aperta dirà molto su come l’amministrazione intende il proprio ruolo di custode del patrimonio collettivo.

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