Un partito in movimento: i Verdi del Ticino tra politica cantonale e sfide globali
I Verdi del Ticino stanno attraversando una fase di intensa attività politica, spaziando dalle alleanze elettorali in vista del 2027 fino alle battaglie su energia, clima e trasparenza istituzionale. Un’agenda articolata che li pone al centro del dibattito politico cantonale e nazionale.
La coalizione progressista per il Consiglio di Stato 2027
La notizia più significativa degli ultimi mesi riguarda la costruzione di un fronte progressista unitario in vista delle elezioni cantonali del 2027. Verdi, Partito Socialista (PS) e Movimento per il Socialismo (MPS) hanno annunciato in conferenza stampa la nascita di una lista comune per il Consiglio di Stato, con l’obiettivo dichiarato di offrire al cantone una vera alternativa alle politiche della destra.
L’alleanza è stata formalizzata nel corso di un’assemblea straordinaria dei Verdi del Ticino, riunitasi presso il Salone Cosmo di Massagno. La base del partito ha approvato a larga maggioranza la partecipazione alla lista unitaria, ribadendo la volontà di costruire un progetto pluralista e credibile.
Greta Gysin e Rocco Vitale: i candidati ecologisti
I nomi scelti dai Verdi per rappresentare l’area progressista al governo cantonale sono Greta Gysin e Rocco Vitale. Le loro candidature erano state anticipate già il 2 settembre, quando il comitato cantonale del partito, riunito a Bellinzona, aveva espresso parere favorevole. La ratifica definitiva è poi arrivata dall’assemblea straordinaria.
- Greta Gysin: figura già nota nel panorama politico svizzero, rappresenta il volto più riconoscibile del partito ecologista ticinese.
- Rocco Vitale: la sua candidatura completa il profilo della lista, puntando a coprire un’ampia fascia dell’elettorato progressista.
Il caso Zali: i Verdi chiedono le dimissioni immediate
Sul fronte della trasparenza istituzionale, i Verdi del Ticino hanno assunto una posizione netta nei confronti di Claudio Zali, consigliere di Stato coinvolto in vicende giudiziarie. Dopo le nuove informazioni rese pubbliche dal Procuratore generale, il partito ha chiesto a Zali di lasciare la carica con effetto immediato, senza attendere la scadenza delle dimissioni già annunciate.
In un comunicato separato, i Verdi hanno anche richiesto che i settori della Polizia cantonale e della Magistratura vengano affidati a una figura «al di sopra di ogni sospetto», sottolineando la necessità di garantire credibilità alle istituzioni ticinesi. Il tema della violenza sulle donne è stato collegato a questa riflessione: il partito ha ribadito che coerenza e impegno quotidiano devono caratterizzare lo stile di conduzione del governo cantonale.
Clima e canicola: un piano d’azione su più livelli
Le ondate di calore sempre più frequenti e intense sono al centro di una proposta concreta elaborata dai Verdi. Il partito ha lanciato un piano d’azione indirizzato a tutti i livelli istituzionali, evidenziando come il caldo estremo non sia semplicemente un disagio temporaneo, ma una vera emergenza sanitaria e sociale.
Tra i rischi evidenziati:
- Pericoli per la salute delle fasce più vulnerabili della popolazione
- Aggravamento delle disuguaglianze sociali nei periodi di caldo estremo
- Danni agli ecosistemi e degrado della qualità della vita urbana
Su questo tema, i Verdi si sono trovati spalla a spalla con il PVL, il PS, il WWF e le «Anziane per il clima» in una conferenza stampa congiunta tenuta a Bellinzona, in Piazza del Sole. L’appello è stato rivolto direttamente al Gran Consiglio ticinese, chiamato a deliberare sul piano energetico e climatico cantonale.
No al nucleare: il referendum contro la nuova legge sull’energia
A livello federale, i Verdi sono parte attiva di una coalizione che ha lanciato un referendum contro la legge sull’energia nucleare. La norma approvata dal Parlamento e sostenuta dal Consiglio federale aprirebbe le porte alla costruzione di nuove centrali nucleari in Svizzera, una prospettiva che il partito considera contraria alla volontà popolare già espressa in passato.
Le critiche si concentrano su due aspetti principali:
- I costi miliardari che ricadrebbero su consumatori e contribuenti
- Il rischio di rallentare la transizione verso le energie rinnovabili
Votazioni federali: il no all’iniziativa sulla neutralità
Il 27 settembre scorso, la Svizzera ha respinto l’iniziativa sulla neutralità promossa dall’UDC. I Verdi hanno accolto con soddisfazione questo risultato, interpretandolo come un segnale chiaro dell’elettorato contro le posizioni isolazioniste. Secondo il partito, chi persegue autenticamente la pace non può sostenere un’idea di neutralità che isoli il paese dal contesto internazionale.
Un partito che guarda avanti
Il quadro complessivo che emerge dall’attività recente dei Verdi del Ticino è quello di un partito che intende moltiplicare la propria presenza, tanto nelle istituzioni quanto nel dibattito pubblico. Dalla costruzione di alleanze elettorali all’attivismo su clima, energia e integrità istituzionale, l’obiettivo sembra essere quello di consolidare il ruolo ecologista come forza indispensabile per un Ticino più equo e sostenibile.




