Una cerimonia all’insegna della musica e del futuro
L’Aula Magna del Conservatorio della Svizzera italiana ha ospitato giovedì 24 settembre una cerimonia dal grande valore simbolico: la consegna dei diplomi a 207 giovani musicisti che hanno completato il proprio percorso formativo presso la Scuola universitaria di Musica. Un traguardo raggiunto da studenti provenienti da ben 25 Paesi diversi, a testimonianza della vocazione internazionale dell’istituto luganese.
I numeri della cerimonia: Bachelor, Master e Formazione continua
Il totale di 207 diplomi si distribuisce su tre livelli formativi distinti:
- 13 studenti hanno conseguito un Bachelor
- 88 studenti hanno ottenuto un Master
- 106 studenti hanno completato un percorso di Formazione continua o Advanced Studies
Una platea eterogenea per provenienza geografica, età e strumento musicale, unita dalla passione condivisa per la musica e dalla determinazione di costruirsi una carriera artistica di qualità.
La Città della Musica: un sogno che diventerà realtà condivisa
Ad aprire i lavori della serata è stata Ina Piattini Pelloni, presidente del Consiglio di Fondazione del Conservatorio, che ha scelto di legare idealmente il percorso dei giovani diplomati al grande progetto istituzionale in cantiere: la Città della Musica. «Noi stiamo costruendo la Città della Musica, voi state costruendo il vostro futuro», ha detto, aggiungendo che si tratta di due cammini destinati presto a incontrarsi e a fondersi in un unico orizzonte comune. Un messaggio di speranza e continuità, rivolto a chi si affaccia ora al mondo professionale con strumento in mano e sogni nel cuore.
Piattini Pelloni ha concluso il suo intervento con un invito alla resilienza: non arrendersi mai, credere nel proprio progetto anche nei momenti difficili.
Franco Gervasoni: la musica come linguaggio di pace
Il direttore della SUPSI Franco Gervasoni ha portato una riflessione di più ampio respiro, collocando il valore della musica nel contesto geopolitico attuale. In un’epoca in cui le tensioni internazionali sembrano acuirsi e le distanze tra i popoli aumentano, la capacità di comunicare attraverso le note diventa una risorsa preziosa e rara.
Gervasoni ha augurato ai neodiplomati di saper regalare al loro futuro pubblico momenti autentici di benessere e connessione, grazie alla padronanza di quello che ha definito «la lingua universale della musica». Un monito gentile, ma anche un compito importante che la società affida a chi sceglie di dedicare la propria vita all’arte.
Diego Fasolis: il talento si costruisce con lo studio
Tra gli ospiti di rilievo della serata figurava Diego Fasolis, direttore d’orchestra e figura di spicco della scena musicale europea, noto in particolare per la sua guida de I Barocchisti. Fasolis ha condiviso con i giovani la propria esperienza professionale, senza nascondere le fatiche e i sacrifici che una carriera musicale richiede.
Il suo messaggio centrale è stato chiaro: i docenti possono aprire le porte e indicare la direzione, ma il percorso lo costruisce ciascuno con il proprio impegno quotidiano. «La firma finale», ha detto ai diplomandi, «potete metterla solo voi stessi». Parole che risuonano come un incoraggiamento, ma anche come un richiamo alla responsabilità personale.
Premio Miglior Bachelor: riconoscimento a Riccardo Cova
Prima della consegna ufficiale dei diplomi, è stato assegnato il Premio Miglior Bachelor 2025/26 – BPS (SUISSE). A riceverlo è stato Riccardo Cova, studente di organo formatosi nella classe del maestro Stefano Molardi. Un riconoscimento che premia non solo la preparazione tecnica, ma anche l’eccellenza nel percorso accademico complessivo.
Le parole di chiusura del direttore Brenner
A concludere la cerimonia è stato il direttore generale del Conservatorio della Svizzera italiana, Christoph Brenner, con un augurio che racchiude in poche parole la filosofia dell’istituto: non perdere mai la voglia di crescere, di aggiornarsi, di mettersi in discussione. Curiosità, coraggio e apertura al nuovo sono stati indicati come le qualità indispensabili per chi vuole fare della musica non solo una professione, ma una vocazione duratura.
La serata si è svolta in un’atmosfera festosa e raccolta, scandita da intermezzi musicali eseguiti dagli stessi studenti: un modo elegante per celebrare la formazione attraverso la sua espressione più diretta.
Internazionalità come tratto distintivo
La presenza di studenti da 25 nazioni tra i diplomati di quest’anno conferma il posizionamento del Conservatorio della Svizzera italiana come polo formativo di riferimento nel panorama musicale europeo e internazionale. Tra i nominativi figurano giovani provenienti da Italia, Spagna, Ucraina, Cina, Giappone, Portogallo, Romania, Slovenia e molti altri Paesi, a rappresentare una comunità artistica davvero globale che trova a Lugano il proprio centro di eccellenza.
Un risultato che non è frutto del caso, ma di anni di investimento nella qualità dell’insegnamento, nella scelta dei docenti e nella costruzione di un ambiente stimolante per chi vuole fare della musica il proprio mestiere.




