Ci sono vite che sembrano raccontare un pezzo di storia collettiva, intrecciando memoria personale e grandi eventi del Novecento. È il caso di Velia Lomazzi, originaria di Locarno, che ha da poco festeggiato un traguardo straordinario: 101 anni di vita. Una ricorrenza celebrata con calore, circondata dall’affetto delle persone che le vogliono bene e dal rispetto di un’intera comunità.
Il compleanno alla Casa di cura Belsoggiorno
La festa si è svolta nella struttura in cui Velia risiede ormai da circa nove anni: la Casa di cura Belsoggiorno di Ascona. Nipoti, pronipoti e tutto il personale della struttura l’hanno circondata di affetto per celebrare questo compleanno così speciale. Prima di trasferirsi lì, Velia aveva vissuto a lungo a Losone, il Comune che ancora oggi è la residenza dei suoi familiari e che mantiene con lei un legame profondo.
A testimoniare la vicinanza istituzionale della comunità losonese è arrivato in persona il municipale Alfredo Soldati, che ha portato gli auguri ufficiali dell’intero Municipio consegnando alla festeggiata un omaggio commemorativo. Un gesto semplice ma significativo, che sottolinea quanto figure come Velia rappresentino un patrimonio umano e storico per il territorio.
Nata nel 1925: un secolo di cambiamenti
Velia Lomazzi è venuta al mondo il 27 settembre 1923 — no, correttamente: 27 settembre 1925 a Locarno. Significa che ha attraversato quasi per intero il Ventesimo secolo e si è spinta ben oltre, assistendo a trasformazioni epocali nella società, nel costume, nella politica e nella tecnologia. Eppure, chi la incontra oggi rimane colpito dalla sua vitalità e dalla lucidità con cui si muove nel presente.
Qual è il segreto di questa longevità? Velia non ha dubbi: tenere la mente sempre attiva e curiosa. La lettura è una delle sue compagne fedeli, insieme al piacere di trascorrere tempo all’aria aperta. Abitudini semplici, radicate in una disciplina di vita che ha evidentemente dato i suoi frutti nel corso dei decenni.
Dal lavoro in fabbrica al basket femminile
La giovinezza di Velia è stata tutt’altro che statica. Da ragazza ha lavorato in fabbrica, in un’epoca in cui la presenza femminile nel mondo del lavoro industriale era una realtà diffusa ma raramente celebrata. E proprio quell’ambiente operaio le ha regalato anche una passione sportiva: insieme ad altre colleghe, ha fatto parte della squadra di pallacanestro aziendale.
Un dettaglio che dice molto di una generazione di donne tenaci, che trovavano spazio per lo sport e per la socialità anche nei contesti più difficili. Il basket femminile in quegli anni non godeva certo della visibilità di oggi, ma per molte lavoratrici rappresentava un momento di aggregazione, competizione e libertà.
La famiglia che nascondeva i perseguitati: resistenza antifascista a Locarno
Forse il capitolo più toccante e storicamente rilevante della vita di Velia riguarda la Seconda guerra mondiale. La sua famiglia era animata da solide convinzioni antifasciste e non si limitò a professarle in silenzio. Nel loro appartamento di via Borghese a Locarno, i Lomazzi aprirono le porte a chi fuggiva dalle persecuzioni oltre confine, nascondendo e proteggendo persone in fuga da regimi oppressivi.
Un atto di coraggio civile che comportava rischi concreti e che testimonia una rettitudine morale rara. In un’epoca in cui molti preferivano voltare lo sguardo dall’altra parte, quella famiglia scelse di esporsi per difendere chi non aveva voce. Un gesto che oggi, a distanza di decenni, assume ancora più valore nella memoria collettiva.
Un esempio per le generazioni più giovani
La storia di Velia Lomazzi non è solo una vicenda di longevità personale. È uno spaccato autentico del Novecento svizzero e ticinese, con le sue contraddizioni, le sue lotte e i suoi silenziosi eroismi quotidiani. Una vita che ha toccato:
- Il lavoro industriale femminile negli anni del dopoguerra
- La pratica sportiva come strumento di emancipazione collettiva
- La resistenza morale al fascismo, concreta e rischiosa
- Il radicamento in una comunità locale che ancora oggi la riconosce e la onora
In un’epoca in cui la memoria storica rischia di sbiadire, figure come quella di Velia diventano testimonianze viventi preziose. La sua capacità di guardare al presente con curiosità, pur portando sulle spalle un secolo di esperienze, è forse il messaggio più potente che può lasciare a chi verrà dopo.
Il legame con Losone e il Ticino
Il Comune di Losone ha dimostrato con questo gesto ufficiale quanto i propri anziani siano considerati parte viva della comunità, non semplici numeri in un registro anagrafico. La visita del municipale Soldati e l’omaggio istituzionale rappresentano un riconoscimento che va oltre la cortesia formale: è un modo per dire che la storia delle persone è anche la storia di un luogo.
Velia Lomazzi, con i suoi 101 anni portati con grazia e lucidità, continua a essere un punto di riferimento silenzioso per chi la conosce. E la sua storia merita di essere conosciuta anche da chi non l’ha mai incontrata di persona.



