Un’inversione di tendenza attesa da anni
Il 2027 porta una piccola ma significativa novità per i ticinesi alle prese con i costi della salute: l’aumento dei premi cassa malati nel cantone si fermerà al 3,7%, contro una media nazionale che toccherà il 5%. È la prima volta da tempo che il Ticino si colloca al di sotto della media svizzera, dopo anni di rincari che avevano colpito duramente le famiglie.
Il Consiglio di Stato accoglie il dato con cauto ottimismo, definendolo «un segnale incoraggiante» che confermerebbe l’efficacia delle politiche sanitarie cantonali degli ultimi anni. Eppure la soddisfazione rimane parziale: con un premio medio mensile di 519.90 franchi, il Ticino conserva il poco invidiabile primato di cantone più caro della Svizzera. Nel 2026 i premi erano cresciuti del 7,1%, rendendo il rallentamento attuale tanto più rilevante, ma anche la conferma di quanto ci sia ancora strada da percorrere.
Le misure cantonali che hanno fatto la differenza
Il Governo attribuisce il miglioramento a una serie di interventi mirati, avviati negli ultimi anni per contenere la spesa sanitaria. Tra le misure principali spiccano:
- Moratoria sui medici specialisti: attiva per otto specializzazioni, è considerata tra le più severe in Svizzera. L’obiettivo è evitare una proliferazione di operatori che alimenterebbe automaticamente la domanda di prestazioni.
- Moratoria sulle cure a domicilio: coinvolge i servizi spitex e gli infermieri indipendenti. In questo ambito sono stati inasprite anche le condizioni per ottenere autorizzazioni e finanziamenti pubblici.
- Partecipazione ai costi delle cure domiciliari: dal 1° aprile 2026 i pazienti contribuiscono parzialmente alle spese, con l’intento di favorire una maggiore consapevolezza nell’utilizzo delle prestazioni.
- Riduzione del valore del punto tariffale ambulatoriale: una misura controversa, attualmente impugnata davanti al Tribunale amministrativo federale di San Gallo, dove il ricorso è ancora pendente.
Progetti pilota e pianificazione ospedaliera
Sul fronte dell’innovazione organizzativa, il Ticino sostiene una collaborazione tra l’Ente ospedaliero cantonale (EOC) e la comunità di acquisto HSK — che raggruppa Helsana, Sanitas e KPT — per spostare alcuni interventi chirurgici dal ricovero al regime ambulatoriale, quando le condizioni cliniche lo permettono. Una soluzione che, a parità di qualità delle cure, riduce i costi complessivi del sistema.
Parallelamente, il Dipartimento della sanità e della socialità (DSS) ha lanciato la campagna «Scegliere con cura», che punta a promuovere un utilizzo più responsabile delle prestazioni sanitarie tra i cittadini. È inoltre in corso la revisione della pianificazione ospedaliera cantonale, con l’obiettivo di ridurre la frammentazione delle competenze e concentrare le cure più specializzate in centri dedicati.
Le riserve verso Berna: riforme utili ma ancora inefficaci
Se sul piano cantonale il Consiglio di Stato esprime una certa fiducia, il giudizio sulle politiche federali è più critico. A livello nazionale, secondo il Governo ticinese, le misure adottate «faticano a mostrare vantaggi tangibili».
Due riforme in particolare sono osservate con attenzione. La prima è il passaggio al nuovo sistema tariffale TARDOC: il Cantone teme che, nonostante la riforma sia ritenuta necessaria, non disponga degli strumenti adeguati per controllare l’evoluzione dei volumi e della spesa sanitaria complessiva.
La seconda è il finanziamento uniforme delle prestazioni (EFAS), previsto a partire dal 2028. La riforma aumenterà l’onere finanziario a carico del Cantone, e il Governo si aspetta che questo sacrificio si traduca in un corrispondente sollievo sui premi degli assicurati. Diversamente, l’operazione rischierebbe di gravare sulle finanze pubbliche senza portare benefici concreti ai cittadini.
Il Ticino intende inoltre continuare a spingere Berna su temi specifici come il costo dei medicamenti, su cui il Cantone ha presentato due iniziative cantonali.
Più sostegno per chi fatica a pagare
Nel frattempo, il Cantone non abbandona chi è in difficoltà economica. Per il 2027 la spesa per la riduzione individuale dei premi (RIPAM) raggiungerà circa 520 milioni di franchi, una cifra che include i 38 milioni supplementari annui stanziati dal Gran Consiglio nell’ambito della prima fase di attuazione dell’iniziativa popolare del 10%.
Per il 2027 e il 2028 sono stati alzati i parametri di reddito che danno diritto al sussidio, sia per i single sia per le coppie con o senza figli. L’entrata in vigore definitiva dell’iniziativa è prevista per il 1° gennaio 2029.
La strada è tracciata, ma non è ancora in discesa
A guidare il dossier sanitario in seno al Governo è Raffaele De Rosa, direttore del DSS. Il Consiglio di Stato promette di proseguire con determinazione lungo la direzione intrapresa, intervenendo negli ambiti di propria competenza e continuando a fare pressione sulla Confederazione per ottenere riforme strutturali più efficaci.
Il rallentamento del 2027 è quindi un passo nella direzione giusta, ma non basta. Con il costo della vita sanitaria che continua a pesare sui bilanci delle famiglie ticinesi, il percorso verso una maggiore sostenibilità del sistema è ancora lungo e richiederà impegno su più fronti — cantonale, federale e culturale.



