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Fisioterapia in Ticino: perché una moratoria sulle autorizzazioni potrebbe fare più danni che bene

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Il dibattito sulla fisioterapia in Ticino si infiamma prima dei nuovi premi

A poche ore dalla comunicazione ufficiale sui premi delle casse malati per il 2027, la sezione ticinese di Physioswiss ha scelto il momento giusto per uscire allo scoperto. L’associazione di categoria ha presentato i risultati preliminari di un’analisi sul settore, condotta dalla SUPSI su sua commissione, e ha ribadito la propria posizione contraria a una possibile moratoria sulle nuove autorizzazioni che il Cantone Ticino potrebbe introdurre a partire dal 2028.

Il tema è delicato e si inserisce in un contesto di crescente attenzione pubblica ai costi della salute: il Ticino ha già i premi più elevati dell’intera Confederazione, e ogni segnale di aumento della spesa sanitaria diventa inevitabilmente un argomento politico.

La crescita del settore: numeri reali, ma da contestualizzare

Lo studio SUPSI conferma ciò che già si percepiva: la fisioterapia ha registrato un aumento significativo della spesa a carico dell’assicurazione obbligatoria negli ultimi anni. Due le dinamiche principali: una quota crescente di persone che si rivolgono a questo tipo di cura e un numero medio più alto di sedute per paziente.

A livello nazionale, tra il 2017 e il 2023 i rimborsi per fisioterapia per assicurato sono cresciuti del 42%. In Ticino, nello stesso periodo, l’aumento è stato del 72%, un dato che supera nettamente la media svizzera e che Physioswiss non intende minimizzare.

Tra i fattori che spiegano questa accelerazione, lo studio cita:

  • degenze ospedaliere sempre più brevi, con conseguente maggiore ricorso alla fisioterapia post-acuzie
  • la fatturazione separata della fisioterapia nelle case per anziani
  • il potenziamento delle cure a domicilio
  • un aumento delle prescrizioni da parte dei medici di base e specialisti

Per Physioswiss, questi elementi non devono essere letti esclusivamente come un segnale d’allarme. La crescita della fisioterapia riflette, almeno in parte, una transizione del sistema sanitario verso modelli ambulatoriali, considerati più efficaci per il recupero del paziente. L’associazione sottolinea però che le evidenze sull’impatto complessivo sui costi restano ancora limitate, e per questo chiede di valutare il settore anche attraverso indicatori di qualità e appropriatezza delle cure, non soltanto in base alla spesa generata.

Moratoria sulle autorizzazioni: i rischi di una misura imperfetta

Il punto più controverso riguarda l’eventuale blocco delle nuove autorizzazioni per l’apertura di studi di fisioterapia, una misura che il Cantone starebbe valutando per il 2028. Physioswiss si esprime in modo critico, spiegando che una simile restrizione non inciderebbe sulla possibilità degli studi già esistenti di continuare ad assumere fisioterapisti come dipendenti.

In sostanza, la moratoria colpirebbe solo chi intende avviare una nuova attività in proprio, lasciando liberi i centri già affermati di espandersi attraverso nuove assunzioni. Il risultato pratico, secondo l’associazione, sarebbe una concentrazione del mercato nelle strutture più grandi, a scapito dei professionisti che aspirano all’autonomia imprenditoriale.

«Una moratoria da sola rischia di avere un effetto limitato sulle dinamiche del settore», avverte Physioswiss, aggiungendo che potrebbero emergere conseguenze non volute sul piano della concorrenza e dell’offerta.

La formazione privata: un canale fuori controllo

Un capitolo a sé dello studio SUPSI riguarda la formazione dei fisioterapisti in Ticino. Ogni anno il Campus LUDES, istituto privato, mette a disposizione circa 120 posti per il bachelor in fisioterapia. Il titolo viene rilasciato da un’università straniera e successivamente riconosciuto in Svizzera.

Questo flusso formativo, evidenzia l’analisi, ha un impatto rilevante sul mercato del lavoro cantonale ma rimane completamente slegato da qualsiasi forma di regolamentazione cantonale. Una lacuna che contribuisce a rendere difficile la pianificazione dell’offerta e del fabbisogno di professionisti sul territorio.

Opacità dei dati e altre criticità strutturali

Oltre alla questione della moratoria e della formazione, lo studio mette in luce una serie di problemi strutturali che rendono difficile qualsiasi intervento mirato:

  • mancata iscrizione di molti professionisti al registro nazionale dei fisioterapisti
  • offerte commerciali che mescolano servizi di fitness e palestra con prestazioni rimborsabili dalle casse malati
  • modelli di business che presentano la fisioterapia come un settore ad alta redditività finanziaria
  • assenza di dati affidabili sul numero di fisioterapisti attivi in Ticino e sul loro grado di occupazione

Quest’ultimo punto è particolarmente critico: senza una base informativa solida, qualsiasi politica sanitaria rischia di intervenire senza conoscere davvero il terreno su cui agisce.

Le proposte di Physioswiss al Dipartimento della Sanità

A fronte di questo quadro, l’associazione ha formulato una serie di richieste concrete indirizzate al Dipartimento della Sanità e Socialità (DSS) del Cantone Ticino:

  • realizzazione di un censimento aggiornato dei professionisti attivi nel settore
  • verifiche sistematiche sulle iscrizioni al registro nazionale
  • criteri di qualità più stringenti per il rilascio delle autorizzazioni
  • definizione di una distinzione netta tra prestazioni sanitarie e servizi fitness
  • maggiore attenzione politica al tema della formazione, anche in relazione alle istituzioni private

In sostanza, Physioswiss non si oppone a una regolamentazione più rigorosa del settore, ma chiede che questa sia basata su dati reali e strumenti appropriati, non su misure bluntali come una moratoria che, stando all’analisi SUPSI, rischierebbe di non risolvere i problemi e di crearne di nuovi.

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