Un primato storico per l’imprenditoria svizzera
Nei primi tre trimestri del 2025, la Svizzera ha raggiunto un traguardo senza precedenti: 41.716 nuove aziende hanno fatto il proprio ingresso nel Registro di commercio tra gennaio e settembre. Un risultato che supera del 2,1% lo stesso periodo dell’anno precedente e del 5,8% la media registrata negli ultimi cinque anni. Un vero e proprio record, che fotografa un ecosistema imprenditoriale in piena espansione.
A diffondere i dati è stato l’Institut für Jungunternehmen (IFJ), ente con sede a San Gallo specializzato nel supporto a chi desidera avviare o far crescere un’impresa. Il quadro che emerge è quello di un Paese in cui la voglia di fare impresa non accenna a rallentare, sostenuta da un mercato del lavoro in profonda trasformazione.
Il Ticino ai vertici della classifica cantonale
Scendendo nel dettaglio territoriale, il dato più significativo riguarda proprio il Ticino, che con 1.875 nuove iscrizioni e una crescita del 9,3% si colloca tra i cantoni con le performance più brillanti dell’intera Confederazione. Un risultato che testimonia una vitalità imprenditoriale locale particolarmente marcata, in controtendenza rispetto ad aree geograficamente più grandi ma meno dinamiche in termini percentuali.
A pari merito con il Ticino troviamo il cantone di San Gallo, anch’esso a +9,3%, che con 2.234 nuove aziende registrate rappresenta il volume assoluto più alto tra i cantoni in crescita. Anche i Grigioni si distinguono positivamente, con 887 nuove iscrizioni e un incremento del 5,8%.
Sul fronte opposto, Zurigo — il cantone più popoloso della Svizzera — mostra un lieve calo dello 0,3%, attestandosi a 7.625 nuove aziende. Un segnale che, pur in un contesto generale positivo, indica come la saturazione di certi mercati urbani possa influire sulla propensione a costituire nuove realtà imprenditoriali.
Quale forma giuridica scelgono i nuovi imprenditori
Guardando alle tipologie di impresa preferite da chi decide di mettersi in proprio, la società a garanzia limitata (Sagl) si conferma la forma giuridica più adottata, con 17.247 nuove iscrizioni, pari a un incremento del 5,4% rispetto all’anno precedente. La sua flessibilità gestionale e i requisiti di capitale relativamente contenuti la rendono particolarmente attraente per i nuovi imprenditori.
Al secondo posto si colloca la ditta individuale, con 13.395 nuove registrazioni, anche se in questo caso si registra una flessione dell’1,6%. Più distanziate risultano la società anonima (+2,1%, 7.643 iscrizioni) e la società in nome collettivo, che invece accusa un calo significativo del 5,5%, scendendo a 1.019 nuove registrazioni.
I settori più dinamici: consulenza e artigianato in testa
Sul piano settoriale, l’analisi rivela una distribuzione interessante delle nuove attività per ambito di business. I comparti che hanno attratto il maggior numero di nuovi operatori sono:
- Consulenza: 4.307 nuove iscrizioni
- Artigianato: 4.041 nuove iscrizioni
- Immobiliare: 3.683 nuove iscrizioni
- Architettura e ingegneria: 3.550 nuove iscrizioni
- Informatica: 3.508 nuove iscrizioni
Questi dati mostrano come le nuove imprese svizzere si concentrino tanto nei servizi professionali ad alto valore aggiunto quanto nei mestieri tradizionali, a conferma di un tessuto economico ancora fortemente ancorato all’artigianato di qualità.
Il nuovo volto del lavoro: autonomia, part-time e attività multiple
Il boom di nuove aziende non può essere letto in modo isolato. Esso si inserisce in un contesto lavorativo che sta cambiando struttura in modo profondo. Simon May, co-direttore di IFJ, sottolinea come la nascita di nuove imprese vada di pari passo con la diffusione di modelli occupazionali sempre più diversificati: part-time, pluriattività e lavoro indipendente non sono più eccezioni, ma una realtà quotidiana per un numero crescente di persone.
«Molti fondatori e fondatrici avviano la propria azienda mentre sono ancora impiegati in modo dipendente, costruendo la propria attività in maniera graduale», spiega May. Questo approccio progressivo consente di ridurre i rischi legati all’avvio di un’impresa, rendendo l’ingresso nel mondo imprenditoriale più accessibile anche a chi non intende abbandonare immediatamente la sicurezza di un contratto di lavoro.
I numeri del mercato del lavoro svizzero confermano questa tendenza. Su un totale di circa 4,8 milioni di occupati, il 13,9% — corrispondente a circa 679.000 persone — svolge un’attività in modo indipendente. A questi si aggiunge una quota significativa di lavoratori con più di un impiego (8,1%) e una larga fetta di occupati a tempo parziale, che raggiunge il 38,7% del totale.
Prospettive: un ecosistema imprenditoriale maturo e resiliente
I dati pubblicati dall’IFJ restituiscono l’immagine di una Svizzera imprenditorialmente vitale, capace di generare nuove iniziative economiche anche in un contesto internazionale caratterizzato da incertezze. Il Ticino, in particolare, si conferma come uno dei territori più dinamici della Confederazione, con una crescita che lascia ben sperare per la tenuta e lo sviluppo del tessuto produttivo locale.
Se la tendenza dovesse mantenersi nei mesi successivi, il 2025 potrebbe chiudersi come l’anno record per antonomasia nell’imprenditoria svizzera: un segnale di fiducia nel futuro che, in tempi di complessità globale, vale più di qualsiasi previsione.



