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Campus Matrix a Lugano: area ex Macello liberata, ora si attende il credito di progettazione

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Un’area finalmente libera dopo anni di attesa

Il comparto dell’ex Macello di Lugano ha un aspetto nuovo. Durante i mesi estivi sono stati rimossi tutti i detriti, le masserizie e le installazioni di grandi dimensioni lasciate dagli autogestiti. Un’operazione attesa da tempo, che rappresenta una svolta concreta nel lungo percorso verso la realizzazione del Campus Matrix, il progetto di riqualificazione urbana che intende trasformare l’intera area in un polo accademico, culturale e di intrattenimento.

«Ora mi aspetto che il Municipio licenzi il messaggio per la progettazione», ha dichiarato Raoul Ghisletta, capodicastero Immobili della Città di Lugano. Una frase che sintetizza bene lo stato delle cose: le operazioni preliminari sono concluse, ma il percorso amministrativo che porterà al cantiere vero e proprio è ancora in divenire.

I lavori di bonifica: cosa è stato fatto

Oltre alla rimozione delle macerie accumulate negli anni, sono stati smontati e trasportati fuori dall’area anche elementi di grandi dimensioni, tra cui i palchi utilizzati per i concerti. In parallelo, è in corso la messa in sicurezza di una porzione di tetto particolarmente instabile, un intervento temporaneo necessario per preservare la struttura in attesa che vengano definiti i dettagli progettuali.

I costi di queste operazioni erano stati preventivati con un credito di 527.000 franchi approvato dal Consiglio comunale, a cui si sono successivamente aggiunte alcune decine di migliaia di franchi per lo smontaggio e lo smaltimento dei materiali ingombranti. Un investimento che ha permesso di chiudere il capitolo più spinoso di questa vicenda, almeno sul piano operativo.

Una storia lunga e tormentata: dalla notte del 2021 al dissequestro

Per comprendere appieno la portata del momento attuale, è necessario ripercorrere brevemente le tappe più difficili di questa storia. Nella notte tra il 29 e il 30 maggio 2021, una parte dell’ex Macello fu abbattuta e gli autogestiti vennero sgomberati dall’area. Un evento che ancora oggi non ha una verità giudiziaria definitiva: l’inchiesta condotta dal procuratore generale Andrea Pagani non è ancora conclusa.

A causa di questo procedimento penale pendente, le macerie presenti sul sedime dell’ex centro sociale autogestito sono rimaste sotto sequestro per quasi quattro anni, precisamente dal 1° giugno 2021 al settembre 2024. Solo con il dissequestro la Città ha potuto avviare concretamente le operazioni di rimozione e smaltimento. Un ritardo significativo che ha inevitabilmente rallentato anche l’iter di pianificazione del Campus Matrix.

Il progetto Campus Matrix: storia e tappe principali

La visione per il futuro di quest’area nasce alcuni anni prima. Ecco le principali tappe che hanno portato alla situazione attuale:

  • 2019: indizione di un concorso internazionale di architettura per la riqualificazione del comparto dell’ex Macello.
  • 2020: proclamazione del progetto vincitore, denominato Campus Matrix, realizzato dallo studio Durisch+Nolli Architetti Sagl.
  • 2021: sgombero degli autogestiti e inizio del sequestro giudiziario dell’area.
  • 2024: approvazione da parte del Consiglio comunale della variante al Piano Regolatore cittadino necessaria per il progetto, e successivo dissequestro dell’area.
  • Estate 2025: completamento delle operazioni di bonifica e sgombero dell’area.

Cosa manca ancora prima dell’avvio del cantiere

Nonostante i progressi evidenti, la strada verso il cantiere vero e proprio è ancora articolata. Il Municipio dovrà innanzitutto portare in Consiglio comunale il messaggio per il credito di progettazione. Si tratta di una fase fondamentale, che consentirà di definire nel dettaglio tutti gli aspetti tecnici e architettonici dell’intervento.

Solo in un secondo momento sarà possibile presentare il credito di realizzazione, quello che formalmente darà il via libera ai lavori. Un passaggio che richiederà nuovamente l’approvazione del Legislativo e che rappresenta l’ultimo step burocratico prima dell’apertura del cantiere.

Un futuro tra storia e innovazione

L’ambizione del Campus Matrix è duplice: da un lato conservare integralmente la parte storica originale dell’ex Macello, tutelando così il patrimonio architettonico della città; dall’altro creare uno spazio vivo e contemporaneo, capace di ospitare attività accademiche, eventi culturali e offerte di intrattenimento a beneficio dell’intera comunità luganese.

Un progetto che, dopo anni di polemiche, sequestri e rallentamenti di natura giudiziaria e amministrativa, sembra finalmente avviarsi verso una fase più fluida. La bonifica dell’area rappresenta un segnale tangibile che qualcosa si muove, anche se la prudenza resta d’obbligo: tra il dissequestro di un’area e l’inaugurazione di un campus la distanza è ancora considerevole.

Conclusioni: una svolta attesa, ora serve accelerare

L’ex Macello di Lugano è oggi un cantiere silenzioso ma carico di aspettative. La rimozione delle macerie e la messa in sicurezza provvisoria delle strutture chiudono un capitolo difficile e aprono la strada a una nuova fase. Spetta ora al Municipio di Lugano mantenere lo slancio, presentando rapidamente il messaggio di progettazione al Consiglio comunale, per evitare che un iter già lungo si allunghi ulteriormente. La città attende un polo universitario e culturale moderno: il progetto c’è, l’area è libera. Ora è il momento di agire.

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